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Scuola, riapertura in bilico nel nuovo Dpcm: governo chiede a Cts un parere sull'impatto delle varianti del Covid

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Scuola, ripresa delle lezioni in bilico in vista del nuovo Dpcm del premier Mario Draghi, che dal 6 marzo sostituirà quello attualmente in vigore. Nella bozza del testo inviato alle Regioni il governo conferma infatti l’apertura delle scuole superiori fino a un minimo di 50 per cento in presenza, fino a un massimo del 75 per cento. Tornerebbero invece in presenza gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie. Ma fonti di governo puntualizzano all’Adnkronos che la questione è in realtà ancora aperta, tanto che è stato chiesto un parere tecnico al Cts per valutare l’impatto delle varianti del Covid sul sistema scolastico.

 

A preoccupare, infatti, sono le varianti inglese e brasiliana, protagoniste della ripresa dei contagi dell'ultimo periodo. In tutta Italia, inoltre, si moltiplicano casi di scuole chiuse per focolai, generati in prevalenza proprio dalle varianti. Ora quindi il Cts dovrà dare il proprio parere al presidente del Consiglio, che dovrà prendere una decisione di primaria importanza per il trimestre conclusivo dell'anno scolastico. Soprattutto per quelle classi a fine ciclo, come le terze medie e quinte classi superiori, in vista dell'esame di maturità. Peraltro è ancora aperta la questione relativa al possibile allungamento dell'anno scolastico per tutto il mese di giugno, sul quale l'attuale governo ancora non si è espresso.

 

Di certo l'andamento dei contagi non accenna a calare, dato che secondo l'ultimo monitoraggio dell'Iss, l'indice Rt è superiore a 1 in dieci regioni, cinque delle quali con rischio alto (tra cui l'Umbria). Un dato che, sommandosi ai ritardi sulla campagna vaccinale e alle dichiarazioni di alcuni esponenti del Cts, poco inclini a valutare nuove aperture - e, anzi, ad aumentare le occasioni di distanziamento sociale - mette a rischio il ritorno in presenza dei ragazzi, a partire dalla settimana che inizia lunedì 8 marzo. Al netto, peraltro, di eventuali ordinanze restrittive delle singole regioni.