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Università, per la riapertura il ministro Messa indica una data: "Ci vuole cautela"

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Università, il ministro Cristina Messa parla della riapertura degli atenei, chiusi ormai da mesi per l'emergenza Covid. e lo fa, in un'intervista al Corriere della Sera, indicando anche una possibile data, ma predicando estrema cautela. Soprattutto in un momento in cui le varianti del virus fanno temere una terza ondata, con il mese di marzo che potrebbe essere cruciale per una ripresa - o un contenimento - dei contagi.

 

"Tutti i rettori vorrebbero riaprire le loro aule, ma la situazione - lo dico anche da medico - consiglia cautela. Mi auguro che dopo il 6 aprile anche gli atenei possano tornare verso la normalità. Spero che in cinque anni il numero di laureati possa crescere dall’attuale 27,6 per cento (tra i giovani fino a 34 anni) almeno fino al 35 per cento. Purtroppo scontiamo un grande ritardo: avremmo dovuto arrivare al 40 per cento lo scorso anno secondo gli obiettivi europei", spiega Messa al Corriere. "Investiremo per fornire ad un numero maggiore di giovani percorsi universitari più adeguati al futuro. Penso alle lauree interdisciplinari, senza percorsi rigidi ma che mischino le diverse materie dei dipartimenti perchè oggi le sfide che abbiamo davanti richiedono competenze in più discipline. E credo che vada dato più spazio anche alle soft skill nel curriculum. Sono già al lavoro anche per creare corsi di laurea innovativi e legati al mondo produttivo", ha aggiunto il ministro.

 

Oggi, intanto, è atteso il Dpcm con le nuove misure che entreranno in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Nel pomeriggio, inoltre, cambieranno i colori delle regioni a seguito del monitoraggio dell'Iss sull'andamento dei contagi nella settimana appena conclusa. Due le regioni a rischio di diventare rosse, cinque o forse sei quelle arancioni. Preoccupa l'incidenza delle varianti: quella inglese, più contagiosa del 37 per cento rispetto al ceppo tradizionale del virus, è già responsabile di un quinto dei casi attuali.