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Covid, altri tagli da Astrazeneca: consegne dei vaccini dimezzate nel secondo trimestre del 2o21

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La Commissione Europea non smentisce che Astrazeneca abbia comunicato l’intenzione di tagliare le consegne di vaccini anti Covid anche per il secondo trimestre 2021, dimezzandole, come riportato nella serata di martedì 23 febbraio da Reuters. "Le discussioni con Astrazeneca sul calendario delle consegne continuano - risponde un portavoce della Commissione alla richiesta di una conferma - la compagnia sta rivedendo il calendario e lo sta consolidando, sulla base di tutti i siti produttivi disponibili, in Europa e fuori.

 

 

La Commissione si attende che le venga presentata una proposta di calendario migliorata". Astrazeneca aveva già dimezzato, da 80 a 40 milioni di dosi (inizialmente a 31 milioni, poi le aveva riportate a 40 dopo la reazione della Commissione), le consegne di dosi all’Ue previste per il primo trimestre, motivandole con non meglio specificati problemi di produzione (pare si tratti di un problema di raccolto dell’adenovirus nello stabilimento belga della Hénogen/Novasep) senza fornire alcuna garanzia per il secondo trimestre. Ora è arrivata la conferma che il taglio delle forniture della multinazionale anglosvedese riguarderà anche il secondo trimestre. E si prospetta pesante: secondo quanto riportato da Reuters, le consegne dovrebbero passare da 180 milioni a meno di 90 milioni. Astrazeneca era centrale nel programma dei vaccini Ue, ma i ritardi nelle consegne stanno rallentando i programmi di vaccinazione in diversi Paesi membri, tra i quali l’Italia.

 

 

Proprio nella giornata di martedì 23 febbraio il vaccino anti Covid prodotto da Astrazeneca aveva ottenuto il via libera per essere utilizzato "nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni (coorte 1956), ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili". Questo almeno quanto previsto, "sulla base di nuove evidenze scientifiche", una circolare del ministero della Salute che aggiorna le modalità di somministrazione del prodotto. La circolare è stata firmata dal direttore generale Prevenzione del dicastero, Gianni Rezza.