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Covid, decreto approvato dal Cdm: spostamenti tra regioni vietati fino al 27 marzo. Seconde case e visite ai parenti: cosa si può fare

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Il Cdm ha approvato il decreto con le misure anti Covid. Il consiglio dei ministri, riunitosi dalle 10 di oggi, si è concluso dopo circa un'ora e mezzo e ha prorogato di 30 giorni - quindi fino al 27 marzo - il divieto di spostamento tra regioni, a prescindere dal loro colore. Come ormai noto, sono concessi gli spostamenti per motivi di lavoro, di salute o per stato di necessità. Al contempo è sempre consentito il rientro presso la propria residenza, abitazione o domicilio. Non cambia nulla in tema di seconde case e di visite ai parenti, a meno che non si trovino in zona rossa. Ecco spiegato di seguito cosa si può fare.

 

Per quanto riguarda le seconde case, vale quanto riferito dalla faq del governo: "Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare "rientro" alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette "seconde case". Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al "rientro", è possibile raggiungere le seconde case, anche in un'altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2. Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021". 

 

Per quanto riguarda invece le visite ad amici o parenti è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le ore 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell'abitazione di destinazione. Se tuttavia l'abitazione in questione si trova in zona rossa, le visite sono vietate. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. A chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le  e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia".