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Covid, nuovo dpcm e decreto sugli spostamenti tra regioni: le scelte di Draghi

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Covid, divieto di spostamento tra regioni prorogato fino al 27 marzo e nuovo Dpcm in vista. Questi i primi punti all'ordine del giorno del nuovo governo di Mario Draghi. Nella serata di domenica 21 febbraio c'è stato l'incontro con le regioni, a cui ha preso parte il ministro per gli affari regionali, Maria Stella Gelmini, e quello della salute, Roberto Speranza. Nell'occasione è stato stabilito di prorogare il blocco della mobilità interrregionale - altrimenti in scadenza da venerdì prossimo - per un altro mese, fino al 27 marzo.

 

Saranno mantenute anche le limitazioni e le deroghe per la visita ai parenti per un massimo di due persone. Il tutto a prescindere dal colore delle regioni interessate dagli spostamenti. Ed è questo l'unico punto all'ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi, in programma alle ore 9.30. Ieri sera, inoltre, le regioni hanno posto come priorità assoluta la campagna vaccinale, che invece "sta andando a rilento", chiedendo al governo di "impostare la nuova strategia per reperire un numero di dosi vaccinali adeguato e, a tal proposito, le Regioni e le Province autonome assicurano la loro più totale disponibilità, nelle forme e nei modi che si riterranno opportuni, a collaborare".

 

Per le Regioni è "indispensabile procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture, in senso anche più stringente laddove necessario e con misure nazionali di base omogenee, come avviene nel resto del mondo". Ma il premier Mario Draghi è al lavoro sul nuovo Dpcm che sostituirà quello del 14 gennaio, firmato dall'ex premier Giuseppe Conte, che dovrà riscrivere le norme sulla base dell'evoluzione della pandemia ed entrare in vigore dal 6 marzo. Tra i punti più attesi quelli relativi alla scuola, al blocco dei licenziamenti, ai ristori, agli ammortizzatori sociali e al restringimento o meno delle misure restrittive.