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Covid, proseguono i vaccini ma c'è paura per le varianti del virus: alcune ne riducono l'efficacia

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Covid, in Italia prosegue la campagna vaccinale per rallentare la circolazione del virus prima che le sue varianti contribuiscano a rendere meno efficaci i vaccini. Il problema, almeno per ora non riguarderebbe la cosiddetta mutazione "inglese", più contagiosa ma compresa tra quelle che i vaccini in commercio sono in grado di neutralizzare. In Italia è stato già somministrato quasi l’80 per cento di 3.640.350 dosi consegnate fino ad oggi: su questo fronte al primo posto tra le regioni virtuose c’è la Valle D’Aosta con il 94,4% delle fiale già utilizzate, mentre fa da fanalino di coda la Calabria con il 61%.

 

Seppur tra qualche distanza, la campagna vaccinale procede, con la quota over 80 in crescita, e l’avvio delle somministrazioni del siero AstraZeneca sugli under 55. Si viaggia su doppio binario, con l’occhio puntato anche alle mutazioni del virus: da una parte la variante inglese, che secondo le stime dell’Iss causa già il 17,8% delle infezioni ed è destinata a diventare prevalente nel giro di un mese e mezzo, ma pur essendo molto contagiosa non incide sull’efficacia del vaccino; dall’altra le ben più temute brasiliana (con focolai riscontrati in Umbria e Toscana) e sudafricana (presente in Tirolo), che, sottolinea Gianni Rezza del Ministero della Salute "possono invece ridurre l’efficacia dei vaccini".

 

Secondo S&P Global Ratings l’Unione Europea potrebbe essere in grado di vaccinare il 70% della propria popolazione entro la fine di luglio 2021 e il più vulnerabile gruppo demografico degli over 65 entro la fine di aprile, ma dopo la crisi di gennaio restano i timori legati a nuovi tagli di dosi con alcune regioni, a cominciare dal Veneto di Luca Zaia, impegnate nella ricerca di propri canali di approvvigionamento che ha già suscitato polemiche. "All’Italia spetta il 13,46% dei vaccini opzionati dalla Ue ed è chiaro che c’è una grande necessità di dosi ma questo dovrebbe esser fatto in modo regolare e trasparente e soprattutto con i normali controlli sempre attuati da Ema e Aifa", evidenzia Rezza.