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Draghi, il compagno di scuola Magalli: "Era bravo ma non secchione e non faceva la spia"

Il conduttore televisivo: "Temo gli remino contro, affinché non si noti la differenza tra loro e lui"

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Mario Draghi, premier incaricato per formare il nuovo governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha 73 anni. All'età di 15 anni perde, uno dietro l'altro, entrambi i genitori e di lui e dei fratelli si occuperà una sorella del padre. Così Draghi frequenta il liceo classico dell’Istituto Massimiliano Massimo di Roma, retto dai gesuiti, e per compagni di classe ha Luca Cordero di Montezemolo e Giancarlo Magalli. Proprio quest'ultimo, volto storico e conduttore della Rai, ha rilasciato un'intervista all'Adnkronos. "Il mio timore è che i politici di mestiere gli remeranno tutti contro affinché non si noti troppo che è più bravo di loro" dice il conduttore televisivo parlando del nuovo presidente del Consiglio incaricato.

A scuola "Draghi era intelligente, simpatico e una persona molto corretta: non era uno di quelli che faceva la spia al professore" svela Magalli scoppiando in una risata. "Insomma, era una persona estremamente piacevole. Da ragazzino era come adesso, con la sua riga, pettinato come adesso e sempre con quel sorriso che era il suo biglietto da visita" ha aggiunto il conduttore televisivo. Tra l'altro esiste un sottile fil rouge che lega Draghi con il presidente della Repubblica: entrambi hanno studiato dai gesuiti.

Non è la prima volta che il conduttore ricorda pubblicamente i suoi trascorsi scolastici con Draghi. In un’intervista rilasciata all’Huffington Post lo definiva “una persona seria, competente e onesta”: “Ha mille pregi. Anche perché, con gli incarichi che ha ricoperto e con le iniziative coraggiose che ha preso, se avessero avuto un millimetro per attaccarlo lo avrebbero distrutto. Ma è appunto inattaccabile”. A scuola, ha raccontato, era un tipo “coscienzioso”: “Studiava ma non era un secchione. Ed era molto ironico. Non faceva casino, ma se gli altri lo facevano apprezzava. Ci siamo anche scritti quando venne nominato Governatore della Banca d’Italia, perché alcuni giornali come lancio scrissero: ‘È stato a scuola con Magalli’. La cosa ci fece molto ridere, come se fosse un nota di merito”.