Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, cambiano i colori delle regioni: nove in zona gialla. Oggi i dati del monitoraggio sull'indice Rt

  • a
  • a
  • a

Covid, cambiano i colori delle regioni italiane sulla base del monitoraggio effettuato sui dati dell'indice Rt e degli altri parametri indicati dal comitato tecnico scientifico nella settimana che va dal 18 al 24 gennaio. Oggi sono attesi i risultati che potrebbero decretare il passaggio in "zona gialla" di nove regioni, attualmente in fascia arancione. Si tratta, nello specifico, di Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Marche, Piemonte e Veneto.

 

Quasi certo l'alleggerimento delle restrizioni per Calabria, Veneto ed Emilia-Romagna, in quanto sono entrate in zona arancione l'8 gennaio e sembrerebbero quindi passati i 14 giorni con rischio inferiore previsti dalla normativa; le altre regioni, invece, sono arancioni dal 17 gennaio. In zona arancione, e senza possibilità di passare in giallo, Puglia, Piemonte, Umbria e Valle d'Aosta, così come Sardegna e Lombardia, che la scorsa settimana sono entrate in zona arancione (la prima dalla zona gialla, la seconda da quella rossa, dopo l'ormai noto "pasticcio" dei dati inviati al ministero). Resta rosse, invece, la provincia autonoma di Bolzano,  mentre la Sicilia nutre fondate speranza di vedere alleggerite le misure restrittive. La regole prevede infatti indice Rt inferiore a 1 per 14 giorni consecutivi per cambiare zona, anche se il monitoraggio settimanale - a cui segue l'ordinanza del ministro - può comunque intervenire a riguardo.

 

Tra le regioni in zona arancione, con rischio di un peggioramento in vista dei dati della settimana che sta per concludersi - i cui effetti in termine di variazione di zona saranno decretati venerdì prossimo - c'è proprio l'Umbria, che in questi giorni ha registrato una ripresa dei contagi che ha portato la Regione a ipotizzare delle "mini zone rosse" che riguarderebbero i Comuni dove sono ripresi focolai o dove c'è stata un'impennata dei contagi, proprio per evitare che sia l'intero territorio regionale a "pagarne il prezzo".