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Covid, Andrea Crisanti a Piazzapulita: "Due anni per levarci le mascherine. Rischio terza ondata"

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Covid, scenario tutt'altro che roseo da parte del medico e consulente della Regione Veneto, Andrea Crisanti, ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita. Nella puntata di giovedì 28 gennaio, infatti, Crisanti ha affrontato il tema delle mascherine, dei vaccini e delle misure adottate per contenere l'epidemia in atto. "Ci vorranno un paio di anni per levarci le mascherine", ha detto a Formigli su La7. E sui vaccini, come mostrato dal video, ha aggiunto: "Su questo tema ci era stato propagandato lo scenario migliore, ma i problemi erano prevedibili".

 

E Crisanti ha consigliato anche prudenza in riferimento alla recente individuazione di diverse varianti. "Non si vaccina con questi livelli di trasmissione perché ci possono essere delle varianti che se sono resistenti al vaccino poi si trasmettono come un fuoco selvaggio", ha spiegato. E poi un monito, diretto principalmente al governo: "Aver fatto illudere che il vaccino era alla portata di tutti a breve è stato un errore", smentendo così di fatto la previsione dell'esecutivo e del super commissario Domenico Arcuri relativa a una copertura tale da garantire la cosiddetta "immunità di gregge" entro l'autunno. "Psicologicamente l'anno peggiore sarà questo", ha poi aggiunto. "Un anno di attesa", riferendosi ai vaccini, per i quali "bisognerà mettere in campo un piano gigantesco". E in tema di terza ondata, Crisanti non si è sentito di escluderla, indicando però una possibile soluzione: "La possibilità di una terza ondata dipende da due fattori: quante persone vacciniamo e se allo stesso tempo mettiamo come priorità quello di creare un sistema che è in grado di tracciare i contagi".

 

Non ha poi mostrato di nutrire troppa fiducia verso il piano pandemico, che deve dimostrare la sua efficacia alla prova dei fatti: "Il piano pandemico lo possono leggere tutti e farsi tutti un’opinione. Il piano pandemico è un esercizio di preparazione, non è utile nel momento in cui scatta l’epidemia, serve a prepararsi prima", ha concluso.