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Covid, torna il rito della pace a messa ma con lo sguardo e cenno del capo

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Ripristinare il segno della pace a messa ai tempi del Coronavirus. Un segno da scambiarsi in maniera diversa, però.  I Vescovi, nel Consiglio episcopale permanente, si sono infatti confrontati sul Rito della pace nella messa e hanno deciso di "ripristinare", a partire da domenica 14 febbraio, "un gesto con il quale ci si scambia il dono della pace, guardandosi negli occhi o facendo un inchino del capo".

 

 

"Nel corso dei lavori, - spiega ancora la Cei - è stato offerto un aggiornamento sulla prossima Assemblea Generale, che ruoterà intorno al tema dell’annuncio. In un tempo così delicato come quello attuale, è fondamentale per i Vescovi ravvivare l’impegno dell’evangelizzazione. Sono stati inoltre approvati i criteri per la scelta dei delegati delle varie Diocesi italiane che prenderanno parte alla Settimana Sociale in programma a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021». Inoltre è stata riportata l’indicazione del Papa di trasferire, a partire dal 2021, la celebrazione diocesana della GMG dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Cristo Re.

Non apparendo opportuno nel contesto liturgico sostituire la stretta di mano o l’abbraccio con il toccarsi con i gomiti, - hanno convenuto i Vescovi - in questo tempo può essere sufficiente e più significativo guardarsi negli occhi e augurarsi il dono della pace, accompagnandolo con un semplice inchino del capo.

 

All’invito ’Scambiatevi il dono della pace', volgere gli occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino". Secondo i Vescovi, il gesto di 
pace sostitutivo "può esprimere in modo eloquente, sicuro e sensibile, la ricerca del volto dell’altro, per accogliere e scambiare il dono della  pace, fondamento di ogni fraternità. Là dove necessario, si potrà ribadire che non è possibile darsi la mano e che il guardarsi e prendere "contatto visivo" con il proprio vicino, augurando: ’La pace sia con tè, può essere un modo sobrio ed efficace per recuperare un gesto rituale".