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Scuola, il prof di matematica: "Didattica a distanza? Complessa ma indispensabile. I ragazzi sapranno recuperare" | Video

Marianna Castelli
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"La didattica a distanza? Purtroppo è indispensabile considerato il dramma che tutto il mondo sta vivendo, ma dal punto di vista dell'insegnamento è un metodo molto complesso". Augusto Vagnoni, insegnante di matematica di un istituto superiore, si racconta. Entra nella classe in cui solitamente trovano posto sedici alunni e si trova davanti sedici banchi vuoti. Nuovi, ma vuoti. Uno sguardo dalla finestra sul panorama imbiancato dalla neve, poi suona la campanella. E si comincia. Lui ha già preparato il pc che inquadra la lavagna. Deve cercare di spiegare una delle materie più complesse e deve farlo attraverso una micro camera. Chi lo avrebbe mai detto?

"Con la didattica a distanza si prova impotenza. Non comprendi se e cosa i ragazzi non hanno capito. In classe basta guardarli negli occhi. Un insegnante capace sa benissimo se e quando è necessario rispiegare o sottolineare alcuni concetti. La Dad rende impossibile utilizzare il linguaggio del corpo, avvicinarsi ad un alunno per vedere cosa scrive nei suoi appunti, cosa sbaglia, cosa non sottolinea". Complesso, difficile e sicuramente non in grado di garantire i risultati che si hanno con le classiche lezioni in presenza. "Ma in questo momento - aggiunge il professore - il problema da affrontare è un altro e purtroppo tragico. Stringiamo i denti e andiamo avanti. Tra un paio di mesi le temperature saranno più alte e permetteranno di tenere le finestre sempre aperte. Significa correre meno rischi di infezione e magari ritrovarsi finalmente tutti insieme in classe. Sono sicuro che anche gli studenti, stanchi e provati, avranno più stimoli e meno distrazioni, quelle che hanno caratterizzato questo lungo e incredibile periodo. Recupereremo quanto perso a causa della Dad quando questo virus sarà battuto".