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Dpcm, Conte rimanda l'annuncio: le Regioni frenano su spostamenti, orario locali e ristoro

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Dpcm, Conte rimanda l'annuncio sulla nuova stretta. Questione di ore comunque. La Conferenza delle regioni avrebbe messo nero su bianco in una missiva inviata al governo per richiedere alcune modifiche o integrazioni al dpcm che dovrebbe essere varato domenica 25 ottobre.

Fra le richieste delle regioni, già palesate oggi nel corso di una riunione con il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ed il ministro della Salute, Roberto Speranza, ci sarebbe anche quella di non inserire nel provvedimento il divieto di spostamento fra Regioni. Non piace ai governatori anche lo stop agli impianti sciistici mentre viene chiesto, quasi all’unanimità, un maggiore coinvolgimento dei medici di base.

Dubbi da parte delle Regioni anche sulla chiusura di palestre, piscine e cinema. Inoltre, come specificato nel corso di una diretta Facebook, dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, le regioni hanno chiesto di fare presto per quel che riguarda i ristori economici per le attività colpite dalle nuove misure. Le Regioni, ha chiarito, hanno chiesto «di esprimersi su alcune questioni come la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana ed alcune attività sportive», su cui « le Regioni hanno espresso perplessità». Fra queste anche quella sugli orari di apertura di bar e ristoranti: «Abbiamo chiesto di rivalutare la decisione sulla chiusura alle ore 18 prevista dal governo» chiedendo «una differenziazione di orario». 

Nella lettera inviata dalle Regioni al governo, le regioni hanno chiesto di prevedere l’orario di chiusura per i ristoranti alle ore 23, con il solo servizio al tavolo; per i bar prevedere la chiusura alle ore 20.00 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo. Secondo quanto previsto dalla bozza del dpcm la chiusra sarebbe stabilita per le ore 18. Infine, viene chiesto di eliminare l’obbligo di chiusura domenicale