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Parma, identificato il primo virus influenzale stagionale

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Identificato, ancora una volta all’Università di Parma, il primo virus influenzale, alle porte della stagione epidemica che si sovrapporrà inevitabilmente con la pandemia da Covid 19.  Si tratta del virus dell’influenza di specie A sottotipo H3N2, diagnosticato il 26 settembre in un bambino di 9 mesi ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale di Parma: era stato ricoverato il giorno prima con febbre e difficoltà respiratorie. Nello stesso campione biologico l’Unità di Virologia ha trovato trovato anche il Rhinovirus, agente responsabile del raffreddore comune, documentando un’infezione mista. 
Mettere in evidenza possibili co-infezioni è un aspetto di fondamentale importanza per la possibilità di cooperazione tra virus anche geneticamente non correlati, come in questo caso, con possibile aggravamento dei quadri clinici connessi. 
Il sottotipo H3N2, insieme a H1N1, è uno di quelli circolanti ormai da anni nell’uomo, anche se con fluttuazioni nel tempo. È stata osservata una prevalenza di influenza A H3 nella stagione epidemica invernale 2016-17, un’inversione di tendenza con prevalenza assoluta di influenza A H1 nel 2017-18, una co-circolazione nelle stagioni epidemiche invernali 2018-19 e 2019-20. Ogni anno le infezioni causate dal virus dell’influenza sono responsabili di 3-5 milioni di casi con quadri clinici severi, soprattutto per quanto riguarda i soggetti maggiormente a rischio, cioè bambini, persone anziane e individui affetti da malattie cardiache e respiratorie croniche. L’identificazione del virus dell’influenza A nel mese di settembre è rilevante perchè dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla stagione invernale e ribadisce la necessità di diagnosi precoci e accurate, tanto più quest’anno, segnato dalla pandemia di coronavirus, per cui i sintomi potrebbero essere confusi, se non sovrapposti, rischiando di intasare il sistema sanitario.