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Monte Vettore, via ai lavori del nuovo rifugio Zilioli. Il progetto e le foto

Julie Mary Marini
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Sul Monte Vettore è iniziata la rinascita del rifugio Tito Zilioli, a quota 2.250 metri, vero e proprio punto di riferimento per gli escursionisti. La struttura, realizzata dal Cai nel 1960, ora è completamente inagibile a causa del terremoto del 2016. E' stata Paola Romanucci, presidente del Cai di Ascoli Piceno, a spiegare che operai trentini ed un artigiano del posto realizzeranno il nuovo bivacco. A dirigere i lavori saranno gli architetti e progettisti Valeriano Vallesi di Ascoli Piceno e Riccardo Giacomelli di Caldonazzo (Trento). Il Cai chiede agli appassionati di collaborare, evitando in questa fase di salire allo Zilioli, rispettando così il complesso impegno di chi opera in quota.

Il Cai ha voluto ringraziare la Fondazione Carisap, l'Avis provinciale, la Sat e gli altri donatori privati che hanno contribuito concretamente al progetto da 185mila euro e tutti coloro che hanno collaborato. Il nuovo bivacco sarà dotato di pannelli fotovoltaici e impianto eolico che garantiranno energia elettrica, oltre ovviamente all'acqua, ottenuta da un impianto di purificazione che tratterà quella piovana. 

L'involucro della struttura sarà in lamiera di zinco titanio, gli interni rigorosamente in legno e il rifugio ricorderà nella sagoma le forme della casetta di pietra a doppia falda molto cara alle popolazioni dei Sibillini. Questa estate il Monte Vettore è stato meta di centinaia di escursionisti, aumentati anche a causa delle restrizioni per la pandemia da Coronavirus e purtroppo numerosi sono stati gli incidenti. Il rifugio Tito Zilioli tornerà ad essere un punto di riferimento. Dichiarato inagibile dopo le scosse del 2016, attualmente non è utilizzabile nemmeno per i casi di emergenza.

Il bivacco è intitolato a Tito Zilioli, alpinista di Ascoli Piceno, che perse la vita accanto al Vettoretto, proprio vicino al sentiero che conduce al rifugio, dopo che con tre amici aveva effettuato la prima invernale sulla via del Canalino. Realizzato nel 1960, era stato ampliato nel 1981 e restaurato completamente tra il 2004 e il 2005. Il terremoto del 2016 lo ha reso inutilizzabile.