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Studio dell'Iss, tracce di coronavirus nelle acque di Torino già a dicembre

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L'istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con Smat, azienda torinese delle acque, ha diffuso giovedì 18 giugno uno studio in cui si dimostrerebbe come il coronavirus circolasse a Torino molto prima che all'ospedale per malattie infettive Amedeo di Savoia arrivasse, il 22 febbraio scorso, il paziente 1. La prova è appunto in parecchi casi di polmonite interstiziale, con caratteristiche compatibili, a posteriori, con la sintomatologia del Covid 19, già a fine 2019. Nelle acque di scarico dell'area metropolitana sono state appunto riscontrate tracce, poi ricondotte al Covid 19, in 14 dei 40 campioni raccolti da dicembre a febbraio in molte città italiane, fra le quali proprio Torino. La prima data che riguarda il capoluogo piemontese è il 18 dicembre. Insomma, molto prima a quanto pare dei primi casi che hanno scatenato l'allarme. Lo studio tuttavia appare quasi in contraddizione con quanto dichiarato dall'Arpa il 7 maggio scorso, quando l'Agenzia affermava: "Nessuna traccia di coronavirus a Torino". Ma il nuovo studio eseguito dall'Istituto Superiore di Sanità ha di nuovo stravolto le convinzioni sulla questione.