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Terremoto centro Italia, il nuovo commissario Legnini cancella cinque ordinanze. Oggi sopralluogo a Norcia

Patrizia Antolini
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Il nuovo commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini sarà questa mattina a Norcia per incontrare i sindaci della Valnerina. Obiettivo far ripartire la ricostruzione ferma nelle zone colpite dal terremoto del centro Italia nel 2016. E farlo dando un taglio con il passato, una scossa, come sperano da tre anni e mezzo i residenti che non vogliono andarsene dalle loro terre. Sono di ieri alcuni atti che avranno un peso rilevante sul futuro di quello che è considerato il cantiere più grande d'Europa: Legnini ha disposto il ritiro di cinque ordinanze firmate dal suo predecessore, Piero Farabollini, sulle quali la Corte dei Conti ha già formulato una serie di rilievi di legittimità, a partire da quella relativa alla data di adozione delle stesse ordinanze, il 14 febbraio scorso, coincidente con il giorno nel quale è stato nominato il nuovo commissario. Le ordinanze in questione non erano ancora entrate in vigore ma riguardano alcune questioni calde degli ultimi mesi. Punto primo l'anticipazione dei compensi ai professionisti: è la questione relativa al decreto 123 che prevede l'anticipo del 50 per cento della parcella al tecnico al momento della presentazione del progetto. Una scelta nata per velocizzare i tempi ma sulla quale erano stati sollevati diversi dubbi: cosa accade se il progetto per qualche motivo non va a buon fine? O se i lavori vengono lasciati a metà? Servono maggiori garanzie. Punto due la questione delle autocertificazioni: è forse l'esempio per eccellenza dei tempi della burocrazia che da tre anni strozzano la ricostruzione in Valnerina. La prova dell'empasse nella quale si sono arenate migliaia di pratiche in attesa di integrazioni e nuovi documenti prima di essere considerate complete e pronte. L'ordinanza ritirata in sostanza spostava la responsabilità dagli uffici speciali per la ricostruzione ai singoli professionisti investiti del ruolo e delle competenze per presentare le richieste di finanziamento (all'ufficio speciale restano sempre le competenze per importi superiori e per una serie di controlli a tappeto sulle pratiche presentate). Una norma anche in questo caso nata per velocizzare le pratiche ferme per mesi ma che non è stata condivisa da tutti i tecnici che si occupano di ricostruzione in modo saltuario e occasionale. Bloccata infine anche  l'ordinanza sull'assunzione di 200 nuove unità di personale negli uffici speciali della ricostruzione (27 erano quelle destinate all'Umbria) e la nomina del comitato tecnico scientifico.