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Scoperta choc: "Nel sistema solare è entrata una sonda aliena"

‘Oumuamua in una ricostruzione grafica pubblicata sul sito nella Nasa

Sergio Casagrande
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di Sergio Casagrande Un'astronave aliena è entrata nel sistema solare e si sta dirigendo verso la Terra. Non è uno scherzo, neppure la trama di un film, e neppure fantascienza, ma un'ipotesi scientifica - sostiene chi lanciato l'allarme - suffragata da elementi "concreti e inconfutabili". Il primo di questi è che l'oggetto esiste veramente ed è realmente entrato nel nostro sistema solare proveniente da un luogo ignoto lontanissimo. Il secondo che ha una traiettoria che lascia pensare che possa essere effettivamente diretto nelle vicinanze del nostro pianeta. Il terzo che prosegue la sua corsa con velocità e un andamento di percorso che si possono definire anomali per una cometa o un asteroide. Fin qui le certezze, ma ecco l'ipotesi a dir poco sconvolgente che giunge da due astronomi di un certo livello: Shmuel Baily e Abraham Loeb dell'Harvard Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge (Massachusetts, Usa), una delle principali istituzioni scientifiche mondiali nel campo dell'astrofisica, fondato nel 1973 attraverso una collaborazione fra la Smithsonian Institution e l'Università di Harvard. I due astronomi hanno realizzato una ricerca su tale oggetto - già noto agli astronomi di tutto il mondo con il nome di 'Oumuamua -  concludendo che si tratta di un "prodotto alieno, forse un mezzo artificiale lanciato nel sistema solare con la precisa intenzione di raggiungere ed esplorare la Terra". "'Oumuamua può essere una prova mandata intenzionalmente nelle vicinanze della Terra da una civiltà aliena», si legge nella ricerca - riferisce la Cnn - , se fosse un oggetto artificiale, potrebbe anche essere una vela solare, che galleggia nello spazio come un detrito di un avanzato apparato tecnologico", scrivono i ricercatori ipotizzando che l'oggetto possa essere spinto dalle radiazioni solari. Uno dei misteri legati a ‘Oumuamua è infatti la sua eccessiva velocità. L'insolita traiettoria e la sua accelerazione, potrebbero essere, secondo gli astronomi, proprio le spiegazioni della natura artificiale dell'oggetto che, tra l'altro, potrebbe potrebbe o  non essere neppure più operativo o in viaggio mirato, ma non controllato. Oggetti simili sono stati progettati e costruiti anche dalla nostra civiltà, come la sonda giapponese Ikaros e sono denominate "vele solari". "Tra l'altro le nostre vele solari sono proprio di dimensioni simili a  ‘Oumuamua", aggiungono i due astronomi. La comunità scientifica, intanto, ha accolto le dichiarazioni di Shmuel Baily e Abraham Loeb con molta prudenza: qualcuno osserva che l'analisi che viene fatta è, anche se remota, una ipotesi che può avere una certa validità; altri la considerano una bufala e un errore scientifico perché  ‘Oumuamua sarebbe solo un grosso asteroide entrato nel sistema solare dall'esterno. Di certo è che, intanto, la notizia ha già fatto il giro del mondo destando grande clamore. L'esistenza di 'Oumuamua, noto scientificamente con il nome completo di 1I/'Oumuamua è nota già dal 18 ottobre  2017. Wikipedia lo cataloga già come un asteroide instellare, ma in realtà sulla sua reale natura non c'è alcuna certezza suffragata da prove scientifiche. Anche la Nasa, comunque, che on line pubblica tutte le rilevazioni fatte dell'oggetto, lo cataloga al momento come un possibile asteroide. 'Oumuamua, è stato scoperto da Rob Weryk, un membro del team che lavora al Pan-Starrs. Pur non essendo disponibili sufficienti dati tali da determinare da quale sistema stellare provenga, uno studio basato sulla sua composizione farebbe supporre che 1I/'Oumuamua possa provenire da una coppia di stelle orbitante intorno ad un centro comune di massa. "Uno studio pubblicato a giugno 2018 - riferisce Wikipedia - , basato sull'analisi dei dati ricavati da osservazioni precedenti, suggerisce che questo corpo celeste sia una cometa, sebbene non abbia mostrato alcuna attività cometaria in modo evidente. Infatti, la sua traiettoria è risultata modificata da azioni non gravitazionali che potrebbero essere state determinate da getti liberatisi nell'attraversamento del sistema solare interno. Lo studio ha inoltre determinato che il corpo è entrato nel sistema solare dalla direzione della costellazione della Lira. Questo lavoro, dovuto ad una collaborazione internazionale, ha visto coinvolti gli astronomi italiani Marco Micheli della ESA-ESRIN di Frascati, che ha scoperto tali effetti non-gravitazionali, e Davide Farnocchia collaboratore al JPL". E' stato calcolato che in caso di collisione con la Terra, 1I/'Oumuamua sprigionerebbe un'energia cinetica dell'ordine dei 1.000 megatoni. Non resta che sperare, quindi, che sia davvero un'astronave aliena: magari avvicinandosi alla Terra attiverà i suoi sistemi elettronici per un atterraggio morbido...