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In arrivo la nuova influenza: come riconoscere i veri sintomi

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Sergio Casagrande
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L' influenza che verrà tra il 2018 e il 2019 causerà in Italia un'epidemia di «intensità media», che costringerà a letto «non meno di 5 milioni di persone» - alle quali se ne sommeranno «almeno altrettante colpite da sindromi parainfluenzali» - ma che potrebbe anche riservare sorprese perché «molto dipenderà dal meteo: se l'inverno dovesse essere più lungo e freddo, sicuramente si avranno più malati». È la previsione di Fabrizio Pregliasco, che a Milano è virologo e ricercatore del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell'università degli Studi, e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi. L'esperto ha diffuso la sua stima il primo ottobre 2019 nel capoluogo lombardo, in occasione del tradizionale incontro sul tema promosso da Assosalute-Federchimica, l'Associazione nazionale farmaci di automedicazione. I calcoli dello specialista si basano sull'andamento dell' influenza nell'altra metà del pianeta, dove le stagioni sono invertite.+- spiega Pregliasco - e con una prevalenza del virus A/H1N1» che fu responsabile della pandemia del 2009, «anche se in quest'ultima parte di stagione rimane l'incognita del contributo del virus B che potrebbe innalzare il bilancio complessivo». In ogni caso il virologo invita a «non abbassare mai la guardia. Quanto è successo l'anno scorso ce l'ha ricordato chiaramente. Ci aspettavamo una stagione influenzale di media intensità e invece è stata una delle più pesanti degli ultimi anni. Una lezione che non dobbiamo dimenticare». Se sotto il termine generico di «influenza» si tende a comprendere una grande varietà di forme infettive, Pregliasco ricorda che si può parlare di «vera influenza» solo se ci sono tre condizioni presenti contemporaneamente: febbre elevata (più alta di 38 gradi) a insorgenza brusca; sintomi sistemici come dolori muscolari-articolari; sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione-secrezione nasale o mal di gola. In tutti gli altri casi si parla di «infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali». Quelle che l'esperto ha ribattezzato sindromi da «virus cugini» che «colpiranno - precisa all'AdnKronos Salute - almeno altri 5 milioni di italiani, se non di più». Il virologo ammonisce sull'importanza della profilassi: «Il vaccino antinfluenzale è un salvavita per le persone fragili, ovvero tutti gli anziani sopra i 65 anni e i malati cronici per i quali l' influenza potrebbe determinare complicanze - afferma - e può rappresentare un'opportunità di riduzione dell'assenteismo scuola-lavoro e del rischio di contagiare soggetti fragili della propria famiglia. Non protegge da tutte le forme non dovute a virus influenzali e a volte non evita completamente la malattia, ma ne attenua i sintomi e il rischio di complicanze».