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Sono 20enni umbri due dei vandali di Venezia

Il leoncino di Venezia imbrattato (Foto dall'account Twitter del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro)

Sergio Casagrande
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Sono due umbri, entrambi residenti in provincia di Perugia (uno ad Assisi), due dei tre ragazzi denunciati per il gravissimo atto vandalico commesso a Venezia nei giorni scorsi. Lo riferisce un servizio della redazione di Venezia del TGR Veneto. Il servizio ha aggiunto  che entrambi i ragazzi sono universitari fuori sede che frequentano l'Accademia delle Belle Arti.  I vandali avevano preso di mira uno dei simboli della città più amati dai veneziani. Infatti lo sfregio, avvenuto nella notte tra venerdì 28  e sabato 29 settembre 3028, ha toccato il cuore dei residenti. Vernice rossa è stata infatti spruzzata sugli occhi e sul collo di uno dei due leoni della piazza dei leoncini, a fianco alla basilica di San Marco. Da bambini i veneziani li usavano per sognare di cavalcare il simbolo di Venezia, poi con il tempo il turismo ha aggredito anche quello spazio, lasciando sempre meno opportunità alle ultime generazioni. Non per questo però in città la notizia è passata in secondo piano. Il primo a commentare la situazione era stato Giampietro Gagliardi, fondatore dell'associazione giovanile Generazione '90 che in città ha già organizzato con successo di adesioni manifestazioni contro la monocultura turistica: «È un gesto da condannare che aggiunge un'ulteriore macchia a questa stagione turistica. Anche se ormai di stagionale c'è ben poco, visto che è un susseguirsi continuo. In una città come la nostra, che ha 30 milioni di turisti all'anno e controlli minimi, ci si può anche aspettare che possa succedere qualcosa di simile. Speriamo che l'indignazione porti a qualcosa di concreto». Le indagini condotte dalla polizia municipale di Venezia ha filmato il gruppetto dei vandali che aveva ormai le ore contate. Ma a rivelare le identità è stata una ragazza di Trento, anche lei componente del gruppo. Pentita si è rivolta alle forze dell'ordine autodenunciandosi e denunciando anche gli altri: oltre ai due ragazzi umbri  ora sono e finito in guai seri anche un ragazzo di Brescia. Intanto la notizia continua a scatenare raezioni. «Ai teppisti che hanno imbrattato il Leoncino di Venezia, considerata l'aggravante per loro di essere addirittura studenti dell'Accademia di Belle Arti, al di là delle conseguenze di tipo amministrativo e penale, andrebbe imposta una sanzione esemplare che gli stessi dovrebbero accettare, dimostrando così anche di aver capito il loro errore e attenuando le conseguenze di natura giudiziaria». Lo dichiara il senatore di Fi, Maurizio Gasparri. «La sanzione dovrebbe essere quella di pulire per una settimana Piazza San Marco nelle ore notturne, quando i turisti si allontanano e il luogo, meta di migliaia e migliaia di visitatori ogni giorno, non si presenta certo in condizioni ideali. Scopa e paletta, ripulire per sette notti da cima a fondo una delle piazze più belle d'Italia, può essere una punizione esemplare, eseguita in pubblico ma in orari notturni, che può far capire a questi idioti la gravità del gesto che hanno compiuto». «Ciò non li esenterà da altre responsabilità di ordine penale e amministrativo ma potrà rappresentare, se questa sanzione sarà comminata ed accettata, una circostanza attenuante. Non è una gogna ma un'opera civica che farà riflettere sulla gravità di quanto è avvenuto, ancor più alla luce delle evidentemente inutili frequentazioni di corsi per studiare l'arte italiana», conclude Gasparri.