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Il governo spagnolo vuole riesumare i resti di Franco

Francisco Franco

Sergio Casagrande
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Il governo spagnolo ha avviato il 24 agosto 2018 la procedura di esumazione dell'ex dittatore Francisco Franco dalla Valle de los Caidos, a nord di Madrid, dove si trovano dal 1975, approvando un decreto legge che blocca ogni possibile opposizione da parte della famiglia. Lo ha annunciato la vice premier, Carmen Calvo. Il governo spagnolo conta di esumare i resti di Franco alla «fine dell'anno» 2018. La famiglia dell'ex dittatore, ha spiegato la Calvo, avrà 15 giorni di tempo a partire dal 31 agosto per comunicare dove potranno essere trasferiti i resti. Altrimenti sarà il governo ad assicurare «una degna sepoltura». Il decreto modifica la Legge sulla Memoria Storica, in modo che la famiglia Franco non possa avere l'ultima parola sui resti del congiunto. Ora toccherà comunque al parlamento spagnolo approvare il decreto: basterà una maggioranza semplice, con più voti a favore che contro. Sanchez considera la rimozione della salma di Franco come uno dei provvedimenti chiave del suo governo e vuole che proceda senza intoppi. Il leader socialista ha già ricevuto assicurazioni dall'arcivescovo di Madrid, Carlos Osoro, che non vi saranno opposizioni da parte della Chiesa, scrivevano nei giorni scorsi i media spagnoli. Morto il 20 novembre 1975, il defunto dittatore è da allora sepolto nel monumentale mausoleo della valle dei Caduti che lui stesso fece costruire vicino Madrid. Il mausoleo contiene resti di caduti di entrambe gli schieramenti della guerra civile spagnola ed era stato presentato dal regime come luogo di riconciliazione. Di fatto rimane un luogo simbolo per i nostalgici del franchismo e come tale un monumento ingombrante per la democrazia spagnola.