Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ingv sul terremoto in Abruzzo: ecco cosa è successo

Sergio Casagrande
  • a
  • a
  • a

Dopo il terremoto di magnitudo 4.4 registratasi in Abruzzo alle 18.35 del 7 novembre 2019 (clicca qui per saperne di più) arriva la spiegazione degli esperti di Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: "La zona interessata dall'evento odierno è caratterizzata da una sismicità frequente, sia a livello strumentale che dai dati storici. Nelle ore precedenti l'evento di M4.4 erano avvenuti circa 30 piccoli terremoti, tutti di magnitudo inferiore a 3. Nell'ora successiva al terremoto delle 18:35 sono state registrate circa 15 repliche di piccola magnitudo (la maggiore di M2.2)." Lo si legge in un comunicato. E Ingv aggiunge: "La zona del terremoto odierno è caratterizzata da pericolosità molto alta, come testimoniato anche dai forti terremoti avvenuti in passato. L'evento sismico storico più prossimo all'area dell'evento odierno è quello del 1654, per il quale si è stimata una magnitudo pari a 6.4. A nord e a sud sono avvenuti in passato altri forti terremoti, come quello del 1915 nella zona della Marsica, e nel 1349 al confine tra Lazio e Molise". Altri terremoti storici più recenti sono avvenuti, tra gli altri, nel 1922 (M~5.2) e nel 1984 nella zona della Val Comino (M5.9). "La zona - sottolinea l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - è caratterizzata dalla presenza di una tettonica di tipo estensionale, con faglie dirette (normali) prevalenti. La soluzione del meccanismo focale preliminare mostra infatti una faglia normale orientata parallelamente alla catena appenninica (NO-SE); è attualmente in corso di analisi la soluzione definitiva". Il terremoto è stato avvertito in un'ampia regione dell'Italia centrale, come attestano i numerosi questionari ricevuti sul sito di www.haisentitoilterremoto.it