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Tre falsi invalidi in famiglia: un cieco, un pazzo, un cardiopatico

Sergio Casagrande
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Tre falsi invalidi in una stessa famiglia: un cieco, un cardiopatico e un pazzo. Non è una barzelletta, ma la cruda realtà della cronaca. I finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno infatti eseguito - dandone notizia il 7 novembre 2019 - un provvedimento di sequestro preventivo, cautelando somme di denaro e un immobile nella disponibilità di tre soggetti (di 66 anni, 40 anni e 69 anni), di origini straniere e appartenenti alla stessa famiglia, percettori di pensione di invalidità. I militari delle Fiamme Gialle li hanno denunciati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Gli accertamenti hanno riguardato la percezione da parte dei tre di pensioni di invalidità civile erogate dall'Inps e di altri emolumenti elargiti da vari enti pubblici, a fronte di patologie gravemente invalidanti (cecità assoluta, cardiopatia e menomazioni mentali), tali da impedire - almeno all'apparenza - lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.  I militari delle Fiamme Gialle - riferisce l'Adnkronos - hanno compiuto pedinamenti, sopralluoghi, acquisizioni di informazioni e di atti presso pubblici uffici, per ricostruire l'effettivo stile di vita dei tre. Sono state anche acquisite e analizzate da personale medico specializzato le cartelle cliniche e altri documenti sanitari riferiti a loro. Gli esiti di questi ultimi accertamenti hanno evidenziato l'incoerenza tra le patologie lamentate dai tre soggetti indagati e il quotidiano stile di vita che conducevano. Si è così accertato che le somme corrisposte per l'invalidità patita da ciascuno di loro erano da considerarsi illegittimamente percepite. I tre familiari sono stati denunciati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per loro è stata richiesta l'applicazione di misure cautelari reali, volte a bloccare con sequestro l'indebito profitto percepito a partire dal 2015. L'autorità giudiziaria ha emesso un decreto di sequestro preventivo, che ha investito i conti correnti riconducibili agli indagati e quote di immobili di loro proprietà, per un ammontare pari a oltre 90.000 euro. Eseguendo il sequestro, i militari della Guardia di Finanza di Vicenza hanno rilevato inoltre l'esistenza di un trust in cui erano confluiti una serie di fabbricati di proprietà di uno degli indagati, proprio per sottrarli al patrimonio sequestrabile. In questo caso, gli approfondimenti condotti dai militari operanti hanno evidenziato come la costituzione del trust, istituito con atto notarile a maggio scorso, fosse stata pianificata al solo fine di impedire l'esproprio degli immobili da parte dell'autorità giudiziaria, simulandone l'alienazione.