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Inchiesta clinica Velletri, assolti Antonio e Giampaolo Angelucci

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Sergio Casagrande
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Il fatto non sussiste: con questa formula il Tribunale di Roma ha assolto nella mattinata del 24 settembre 2019  il deputato di Forza Italia Antonio Angelucci, il figlio Giampaolo e altre tredici persone dall'accusa di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata a una serie di truffe ai danni del sistema sanitario del Lazio. Per gli Angelucci la Procura di Roma aveva chiesto una condanna a 15 anni di reclusione. Nel processo veniva contestata una presunta truffa da 160 milioni di euro erogati in favore della clinica convenzionata San Raffaele di Velletri. I fatti contestati risalivano agli anni tra il 2004 e il 2010. In un comunicato stampa "Antonio e Giampaolo Angelucci e i dirigenti del San Raffaele esprimono la loro soddisfazione per la decisione del Tribunale di Roma  che  li ha assolti con formula piena  da tutti i reati ipotizzati dalla Procura di Velletri dopo ben 16 anni di processo. Questa decisione - continua la nota - conferma il rispetto per la Magistratura nei cui confronti  hanno sempre avuto piena fiducia e rafforza il convincimento sempre avuto nella Giustizia. Questa sentenza restituisce dignità ed onore anche alle centinaia di lavoratori del  San Raffaele Velletri che così vedono riconosciuto il loro impegno a favore di migliaia di pazienti". «Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia ed evidentemente avevamo ragione». Così all'Adnkronos l'avvocato Pasquale Bartolo, difensore di Antonio Vallone, amministratore della clinica San Raffaele di Velletri, fra le 15 persone assolte. «Nella fase iniziale delle indagini furono fatti alcuni errori perché si trattava di una vicenda complessa dal punto di vista normativo che però il Tribunale ha invece saputo ricostruire puntualmente» ha aggiunto il difensore.