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Di Battista: "Racconterò all'Italia il potere di De Benedetti"

Franco Bechis
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di Franco Bechis Dibba (lo chiamano così) invece tese la mano e disse: “non sono arrabbiato. Ho visto che ha fatto la stessa cosa con gente del Pd, di Forza Italia, di Scelta civica... Con tutti. Rispetto il suo lavoro. Scemo io a cascarci”. Di fronte a tanta genuinità, nacque una simpatia restata negli anni, e passammo subito al “tu”. L'intervista nasce dalla campagna elettorale del non-candidato Di Battista, che inizierà proprio oggi da Viterbo (questa sera alle 19, in piazza Unità di Italia), con un giro in camper che cerca di bissare il successo avuto nel 2016 con la campagna referendaria per il No girando l'Italia in scooter. Avevi paura di prenderti un colpo di freddo in moto? E' per questo che hai scelto il camper? No, è che ho famiglia... Ti porti dietro la famiglia? Assolutamente sì, anche il bambino... E parti da Viterbo perché quella è la terra di origine della tua famiglia? Parto da Viterbo per dare una mano a Roberta Lombardi, che è una delle colleghe più affidabili in assoluto per preparazione e dedizione. Mio papà è di Civita Castellana, che è una realtà anche politicamente molto diversa da Viterbo, però è vero che ho sangue etrusco nelle vene. Viterbo e il viterbese sono anche un luogo simbolo che si unirà ad altri dove arriverò con il camper: Rignano sull'Arno, Laterina, Arezzo, Siena... I luoghi degli scandali bancari I luoghi dello scandalo che fu quel decreto salva-banche. E poi avrei voluto raggiungere anche un altro luogo simbolo, la Svizzera, ma non farò in tempo. La Svizzera? E che c'entra? Se vuoi del buon cioccolato, vieni qui a Perugia! No, la Svizzera perché è la terra dove ha la residenza fiscale Carlo De Benedetti. Perché in questo tour oltre a spiegare idee e programma del Movimento 5 stelle, vorrei raccontare ovunque la storia imprenditoriale, finanziaria, editoriale e giudiziaria di Carlo De Benedetti e del suo alter ego, Silvio Berlusconi. I due veri nostri avversari, i capi del centrosinistra e del centrodestra. Il primo tiene per le palle Matteo Renzi e l'altro tiene per le palle Matteo Salvini. Quando io ho iniziato a fare questo mestiere, quei due erano a diverso modo border line. Un po' anti-sistema, in un'Italia che era dominata dalla Fiat di Gianni Agnelli e dalla Mediobanca di Enrico Cuccia. Curioso che oggi siano diventati non solo ai tuoi occhi, ma anche a quelli di molti osservatori internazionali, gli uomini che in Italia salverebbero il sistema... Saranno pure partiti per rompere il sistema, ma sono quelli che hanno rotto questo paese. Su De Benedetti ho un dossier che leggerò sui palchi di questo tour, raccontando la vera storia dell'Olivetti ad esempio. E le sue vicende giudiziarie, dall'Ambrosiano fino al salvagente che gli avrebbe lanciato Berlusconi con la depenalizzazione del falso in bilancio di cui l'ingegnere approfittò. Questi due signori sono il simbolo dell'Italia morente, che farebbero di tutto - perfino allearsi- per non perdere gli ultimi scampoli di potere. Obiezione: se Berlusconi fosse stato tanto potente, non sarebbe stato tirato giù in due minuti come avvenne nel 2011 al momento degli occhiolini fra Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, no? In effetti lì fu vittima di un altro potere. Però quel che fece dopo dimostra che è disposto a qualsiasi patto pur di non perdere le briciole di quel potere, altrimenti non mi spiegherei come mai Berlusconi è stato il primo sponsor della rielezione di quel Giorgio Napolitano che ebbe un ruolo non marginale nel defenestrarlo da palazzo Chigi. Sono tante le cose accadute in questi anni. E hanno avuto tutte insieme una conseguenza sempre più evidente: la sfiducia nella politica, nella possibilità che qualcuno eletto possa risolvere o lenire i tuoi problemi. Te ne sei accorto anche tu girando l'Italia? Sì, anche per noi questo è il principale avversario. E spero di batterlo anche facendo vedere che si impegna così tanto una persona come me che non si candida e quindi non cerca una poltrona. Io lo dico e lo faccio. Anche Maria Elena Boschi promise di ritirarsi dopo il voto negativo sul referendum, e te la trovi ancora candidata in mezza Italia. Spero che essere coerenti faccia capire a qualcuno che la politica può essere una passione. L'ostacolo resta quello: ha votato tanta gente diversa, sperando di stare meglio o di avere più servizi, e invece nulla cambia mai. Anche dopo avere votato M5s... Lo capisco, però se i partiti politici avessero governato alla grande il M5s non sarebbe neanche nato. Mi sembra ingiusto caricare su queste spalle responsabilità che hanno radici lontane. A queste persone dico: metteteci alla prova, e giudicateci dopo 5 anni di governo per capire se abbiamo rispettato le promesse elettorali. Questo a dire il vero hanno diritto a chiederlo tutti, anche i vostri avversari... No, non è la stessa cosa. Qui sta promettendo di abolire la legge Fornero gente che l'ha votata e l'ha fatta entrate in vigore. Promette cose che non ha fatto chi ha governato per lustri e ha avuto ogni possibilità. Nessuno è stato presidente del Consiglio 5 anni di fila come Berlusconi, e se non l'ha fatto allora perché dovrei credergli oggi? Lui ha una scusa, che è un problema anche vostro. Berlusconi dice: “se volete che mantenga tutto, datemi il 51%. Purtroppo ce l'avevo con alleati che ogni volta mi bloccavano su questo o su quello”. Anche voi avreste bisogno del 51%, che non sembra alla portata... Tutto è alla portata. Perché chi vince lo deciderà chi vota il 4 marzo, non il sondaggista di turno. Si può benissimo dare il 51% a qualcuno, lo decideranno gli elettori non i media. Questa legge è un gran pasticcio, e nessuno volutamente spiega come si vota sperando magari in tante schede nulle che rendano la situazione più confusa e ingovernabile. Ecco, nel mio giro inizierò spiegando in un video come si vota. E dirò ai cittadini che hanno due scelte: il voto a noi, o il governo del superinciucio che nascerà con Forza Italia, Pd, centrini vari, la parte maroniana della Lega, e una parte di Leu. Continuate a ripetere che se M5s sarà il primo partito, il presidente della Repubblica vi darà l'incarico. Ma questo non è scritto in nessuna norma e non è nemmeno dovuto secondo prassi... Lo so, ma nel 2013 l'incarico fu dato a Pierluigi Bersani. Mi auguro che se M5s sarà il primo partito, il Capo dello Stato dia a Luigi Di Maio l'incarico di formare il governo, tenendo presente anche le enormi divisioni che ci sono nella coalizione di centrodestra. Va bene, fingiamo che abbiate l'incarico e che facciate l'appello a tutti perché votino il vostro programma e il vostro governo. E se tutti- come è probabile - vi diranno di no? La sfera di cristallo non ce l'ho. Però dubito che ci dicano tutti di no. Sono pronto a scommettere che non sarà così... Lo dici perché Gianluigi Paragone ha già fatto sapere che medierà con gli amici della Lega? Lo dico perché l'alternativa di dovere andare al voto di nuovo dopo poche settimane non sarà popolarissima in eletti che hanno pagato per essere candidati e cominciano a ricevere un bello stipendio e rimborsi spesa. Credo che prima di dire no ci penseranno due volte. Anche questa legislatura doveva durare poco o nulla... Avrai ragione tu. Governa il M5s. Quale è la prima urgenza che c'è oggi in Italia? Una banca pubblica di investimento sul modello tedesco. Che abbia come missione il sostegno delle piccole e medie imprese, e sia priva di conflitti di interesse. [email protected]