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Ricordate in Senato le vittime di Nassiriya

Alfredo Doni
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Il 12 novembre 2003 un camion cisterna blu pieno di esplosivo, guidato da due kamikaze, deflagrò nella base “Maestrale” di Nassiriya, in Iraq, una delle due sedi dell'operazione Antica Babilonia, la missione di pace italiana avviata qualche mese prima nel Paese. Vi partecipavano tremila uomini, 400 dei quali carabinieri. Il bilancio fu di 28 morti, fra loro 19 italiani, 12 militari dell'Arma. Una lunghissima coda rese omaggio il 18 novembre al Vittoriano ai caduti nell'attacco. Nessun militare chiese di rientrare in Italia, anzi, altri chiesero di essere mandati in missione. Una targa con i nomi delle 19 vittime italiane, nella sala già intitolata ai caduti della strage, è stata scoperta domenica 12 novembre in Senato, in occasione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace. Fu uno dei familiari delle vittime a proporre di rendere omaggio agli italiani uccisi nella città irachena ricordando i loro nomi rivolgendosi al presidente del Senato, Pietro Grasso, durante la Messa celebrata il 12 novembre dello scorso anno.