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Netta affermazione del partito di Macron

Alfredo Doni
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Emmanuel Macron si avvia a ottenere una maggioranza schiacciante nel nuovo parlamento francese. Al primo turno delle elezioni legislative, il suo movimento, La République En Marche!, supera il 31% dei voti e secondo le proiezioni diffuse dai media d'oltralpe potrebbe ottenere tra i 415 e i 445 deputati in parlamento (tra i 400 e i 440 secondo un altro sondaggio), su 577 seggi disponibili. Un risultato storico, ottenuto da un partito che ha poco più di un anno di vita. In vista del ballottaggio di domenica 18 giugno, i dati più significativi della tornata elettorale sono l'astensione record (meno di un francese su due è andato a votare) e il crollo dei socialisti, che ottengono il peggiore risultato della loro storia. I Les Republicains sono ora la prima forza dell'opposizione, con 80-100 seggi (attorno al 20% dei consensi), il Front Nazional di Marine Le Pen dovrebbe ottenere una manciata di seggi, da 1 a 4, con il 13% delle preferenze. I Socialisti, fermi al 9% secondo gli exit poll, si aggiudicano comunque alcune decine di seggi, la sinistra di La France Insoumise avrà tra 10 e 20 deputati. Ai 67mila seggi in tutto il Paese, aperti fino alle 18 nei piccoli centri e fino alle 20 nelle metropoli, si è recato, stando alle proiezioni, meno del 50% degli aventi diritto. Un risultato negativo senza precedenti che secondo Marine Le Pen è alla base del risultato negativo del Front National. La sfidante di Macron al ballottaggio per le presidenziali, pur ottenendo una netta affermazione nel suo collegio nella città di Hénin-Beaumont nel nord della Francia, è rimasta delusa dal risultato del suo partito, che dimezza i consensi rispetto al primo turno delle presidenziali.