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Il Papa: "Guarire le piaga del terrorismo e della guerra"

Sergio Casagrande
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 «Lo Spirito doni pace al mondo intero e guarisca le piaghe di guerra e terrorismo, che anche questa notte, a Londra, ha colpito civili innocenti». È l'esortazione di Papa Francesco pronunciata domenica 4 giugno 2017 al termine della messa di Pentecoste in Piazza San Pietro. Commosso per l'ennesima strage, il Pontefice ha pregato per i morti e i feriti davanti ai fedeli. No ai «cristiani di destra o di sinistra», dice il Papa, per cui «unità è differenza, non c'è libertà nell'omologazione». Il pontefice ha presentato oggi il messaggio della Giornata missionaria mondiale di ottobre, "La missione del cuore della fede cristiana". «Questa Giornata ci invita a riflettere nuovamente sulla missione al cuore della fede cristiana», ha detto, in un mondo, quello contemporaneo, «confuso da tante illusioni, ferito da grandi frustrazioni e lacerato da numerose guerre fratricide che ingiustamente colpiscono specialmente gli innocenti». «La Chiesa è missionaria per natura - dice Francesco - Se non lo fosse, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma un'associazione tra molte altre, che ben presto finirebbe con l'esaurire il proprio scopo e scomparire». Per il pontefice, che ha fatto un giro della piazza sulla papamobile salutando i fedeli, «la missione della Chiesa non è la diffusione di un'ideologia religiosa e nemmeno la proposta di un'etica sublime». Anche «molti movimenti nel mondo - spiega il Papa - sanno produrre ideali elevati o espressioni etiche notevoli». Ma «mediante la missione della Chiesa, è Gesù Cristo che continua ad evangelizzare e agire, e perciò essa rappresenta il kairos, il tempo propizio della salvezza nella storia». «L'unità vera, quella secondo Dio, non è uniformità, ma unità nella differenza», continua Francesco, che mette in guardia da chi «sceglie la parte, non il tutto, l'appartenere a questo o a quello prima che alla Chiesa». Perchè in questo modo, continua il Pontefice, «si diventa 'tifosì di parte anziché fratelli e sorelle nello stesso Spirito; cristiani 'di destra o di sinistrà prima che di Gesù; custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati della Chiesa. Così c'è la diversità senza l'unità». Tutte «tentazioni ricorrenti», dice il Papa, «da evitare», perchè «se l'unità finisce per essere omologazione non c'è più libertà».