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Geyser e lanci di fango dal mare: svelato il mistero, ecco cosa c'è

Lo scoglio d'Africa (foto ministero della Difesa)

Sergio Casagrande
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Sembra essere arrivato a una svolta scientifica il "giallo" dei misteriosi geyser e dei lanci di fango avvenuti, all'improvviso, nel mare Tirreno al largo dello Scoglio d'Africa, nei pressi dell'isola di Montecristo, davanti alle coste della Toscana. Secondo gli esperti dell'Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sul fondo del mare nessun vulcano vero e proprio in eruzione, ma comunque un vulcanello di fango, piuttosto vigoroso, ma non da destare - almeno al momento - forte preoccupazione. Il vulcanello, in particolare, sarebbe alimentato da metano che fuoriesce dalla crosta terrestre. L'Istituto ha comunque diffuso un comunicato ufficiale per fare piena chiarezza su quanto è stato accertato. Questo il testo: "Continuano le indagini nel tratto di mare tra le isole di Montecristo e Pianosa per comprendere il fenomeno di degassamento che, come segnalato il 16 marzo scorso (2017) da alcuni pescatori della zona, ha provocato l'innalzamento di una colonna d'acqua di alcuni metri sulla superficie del mare in prossimità delle Formiche di Montecristo". "Il Dipartimento di Protezione Civile - continua il testo - ha incaricato l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di compiere indagini per comprendere l'ampiezza e le caratteristiche del fenomeno. I sorvoli, effettuati dalla Capitaneria di Porto con rilevazioni con telecamera termica, hanno evidenziato che le emissioni gassose non sono associate a variazioni di temperatura localizzate. Le analisi chimiche dell'acqua di mare, svolte dal gruppo geochimico dell'Ingv di Napoli, hanno messo in evidenza un importante aumento della concentrazione di metano. L'ispezione con mezzi sottomarini a controllo remoto, condotta dal personale Ingv di Portovenere, non ha individuato anomalie termiche localizzate. Dai risultati si è quindi potuto escludere che il degassamento avesse origine vulcanica. L'insieme degli elementi permette di restringere il campo delle ipotesi, indicando che si tratta di un fenomeno di tipo “vulcano di fango” in cui grandi quantità di metano fuoriescono in maniera vigorosa". "Al momento - conclude la nota - l'area è interessata solo da un degassamento diffuso di modesta entità. L'INGV continuerà le ricerche per determinare l'estensione dell'area interessata e meglio comprendere la genesi del fenomeno osservato". L'Ingv ha pubblicato anche una serie di foto alle quali dedichiamo una galleria a parte (clicca qui). Gli studi proseguono anche per capire se possa trattarsi di eventi da ricollegare ai cosiddeti "precursori sismici". Vulcanelli di fango erano già spuntati, dopo i forti terremoti del Centro Italia del 2016, lungo le coste delle Barche.