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L'umbro che ha ucciso la ex aveva comprato la pistola il giorno prima

L'auto della tragedia e Francesco Marigliani e Silvia Tabacchi

Alessandra Lemme
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Sgomento sia nel Viterbese che nell'Amerino per il delitto-suicidio accaduto a Vasanello il 17 marzo 2017. Un umbro di 28 anni, Francesco Marigliani, ha ucciso la ex fidanzata con un colpo di pistola alla tempia e ha, subito dopo, rivolto verso se stesso l'arma uccidendosi con due spari. L'omicidio - suicidio è stato compiuto lungo la strada Vasanellese, che in provincia di Viterbo collega Orte a Vasanello. La loro era stata una lunga storia, finita da non molto: la ragazza aveva un nuovo amore e Marigliani non poteva sopportarlo. Il 10 marzo scorso aveva ottenuto il porto d'armi per uso sportivo, e proprio il giorno prima del delitto aveva acquistato una pistola: i primi colpi di quell'arma li ha usati proprio contro la giovane che diceva di amare, prima di togliersi la vita. Un omicidio premeditato, sono convinti gli inquirenti, tanto che prima di invitare la ragazza a vedersi, per un ultimo chiarmento, il giovane aveva scritto una lettera al computer: tre pagine nelle quali sono descritte con una serie di dettagli le volontà post mortem. Un foglio, in fondo al quale figurano i nomi, scritti al computer, di entrambi i giovani, come se il desiderio che la vita finisse dopo la fine del loro amore fosse stato anche di Silvia. Ma lei, di voglia di vivere, ne aveva tanta e ieri aveva avvertito il suo nuovo fidanzato che avrebbe visto per un chiarimento l'ex. All'appuntamento era andata in macchina: lui la aspettava in moto, e quando è entrato nell'auto, ha tirato fuori l'arma e le ha sparato senza forse darle neanche il tempo di rendersi conto del pericolo. Chi indaga non ha dubbi che si sia trattato di un omicidio suicidio, sul quale, con tutta probabilità, Marigliani ragionava da tempo. Quando il proiettile ha trapassato Silvia e infranto il vetro dell'auto, Marigliani ha rivolto l'arma verso di sé e ha sparato altre due volte. Poco dopo un ciclista di passaggio ha visto l'auto con i corpi riversi al suo interno e ha chiamato l'ambulanza. Quando sono giunti sul posto gli inutili soccorsi e, poco dopo, i carabinieri, i corpi dei due ragazzi erano ancora caldi. Sulla moto di Marigliani, poco distante dall'auto, giacevano i tre fogli della lettera con i desideri firmati da entrambi dei quali Silvia non ha mai saputo nulla. Marigliani era molto conosciuto ad Amelia e lavorava come ferroviere.