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Scongiurato l'aumento dell'Iva

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Sergio Casagrande
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La notizia arriva nella tarda serata del primo febbraio 2017. L'Italia è pronta a continuare sulla strada del consolidamento dei conti, purché sia «favorevole alla crescita» e non «autolesionista» in un contesto di «accresciuta incertezza economica e geopolitica». Così il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nella attesa lettera in risposta alla missiva inviata nei giorni scorsi dalla Commissione Ue, che chiedeva un aggiustamento ulteriore del deficit nel 2017 di 0,2 punti percentuali di Pil, circa 3,4 miliardi di euro. In sostanza il governo chiude la porta a una manovra correttiva, che «colpirebbe» la ripresa italiana, ma promette a Bruxelles un rafforzamento delle misure per la lotta all'evasione e ulteriori risparmi da una intensificazione della spending review. Secondo il Mef la politica fiscale italiana, sia per il 2017 sia per i prossimi due anni, è «pienamente» conforme al Patto di stabilità e crescita. Via XX Settembre considera la stabilizzazione del debito pubblico un risultato «più che soddisfacente», considerando il quadro economico globale e i rischi che arrivano anche dalle politiche del presidente Usa, Donald Trump, e dalla Brexit. Il Mef parla di «tassazione indiretta, accise e ulteriori miglioramenti delle politiche recentemente adottate, con risultati soddisfacenti, per aumentare la raccolta di entrate». Fonti del ministero precisano che tra queste misure è espressamente escluso un aumento dell'Iva.