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I boy scout Usa "aprono" ai trans

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Sergio Casagrande
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Svolta storica per i Boy Scout degli Stati Uniti che hanno cancellato «con effetto immediato» il divieto di partecipazione ai bambini transgender, divieto che vigeva da oltre un secolo. D'ora in poi, ha spiegato il direttore esecutivo dell'associazione Michael Surbaugh, sarà tenuto conto soltanto del genere con cui i genitori iscriveranno il minore, mettendo fine alla richiesta di presentare il certificato di nascita. È un nuovo passo nell'apertura dell'organizzazione, dopo anni di accuse di politiche discriminatorie. Nel 2013 l'associazione aveva ammesso gli adolescenti apertamente omosessuali, mentre nel 2015 ha cancellato il veto che impediva agli adulti omosessuali di lavorare come responsabili. «Ci siamo resi conto, dopo settimane di discussione, che prendere il certificato di nascita come punto di riferimento non è più sufficiente», ha affermato Surbaugh. «Le comunità e le leggi statali stanno intepretanto l'identità di genere in modo diverso da come si faceva in passato», ha proseguito. La nuova decisione arriva settimane dopo le polemiche sollevate dall'espulsione di un bambino transgender di otto anni in New Jersey. Negli Usa circa 2,3 bambini sono membri dei Boy Scout, suddivisi in circa 110mila gruppi il 70% dei quali affiliato a organizzazioni religiose.