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Il braccio destro di Vladimir Putin

Guido Barlozzetti
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Perché il presidente Putin cammina tenendo il braccio destro aderente al corpo e muovendo solo il sinistro? La domanda turba gli analisti di geopolitica e le intelligence di tutto il mondo. Siccome si parla del Presidente di tutte le Russie c'è poco da scherzare, dobbiamo approfondire, analizzare e possibilmente arrivare a una risposta convincente. Non possiamo permetterci di restare con un dubbio che potrebbe nascondere chissà quale risvolto, a cominciare dallo stato di salute dello zar che ha in mano un bel pezzo del destino del mondo. In effetti, è proprio così. Il Presidente Vladimir incede con grande sicurezza, petto in fuori e spalle squadrate, e il braccio destro resta rigorosamente allineato con il corpo, salvo quando deve stringere la mano a qualcuno, mentre il sinistro accompagna come si deve la camminata. Semmai, si deve notare un'andatura che porta il corpo a caracollare vistosamente verso destra, risultato forse della postura asimmetrica che Putin assume. Questo si vede e, naturalmente, nelle segrete stanze dei servizi e in qualche laboratorio medico hanno cominciato a interrogarsi. Perché il Presidente cammina in questo modo? Come si può spiegare questa stranezza? E questa anomalia della posizione ci può far dedurre qualcosa che non conoscevamo di lui? Le ipotesi, ovviamente nient'altro che ipotesi, sono fiorite. Qualcuno ha sospettato che Putin sia stato colpito da un ictus o qualcosa di cui ha sofferto anni fa e che con l'avanzare dell'età gli sta creando problemi. Oppure, proprio l'età potrebbe far pensare a una malattia progressivamente invalidante, un Parkinson, che va ad accentuarsi nel corso del tempo. Alla fine, hanno concluso che no, Putin sta bene, anzi benissimo e dunque vanno esclusi morbi e patologie. D'altronde, lui stesso non cessa di mostrarsi in esibizioni sportive, in palestra con il judo, in piscina o a cavallo, come a dire sto bene, sono in ottima forma e non pensate a un crollo prossimo venturo. E allora? Allora, la spiegazione hanno cominciato a cercarla nel passato del Presidente, nella sua lunga frequentazione delle stanze del Kgb, la polizia segreta che vegliava sulla sicurezza dell'Unione Sovietica. Starebbe nell'addestramento degli agenti la causa di quella particolare posizione che assume il braccio destro presidenziale e, per rendersene conto, basterebbe osservare come si muovono gli altri dirigenti russi, chi più chi meno, con il braccio destro che pende giù senza segni di vita. Una tesi interessante. Conferma che il nostro corpo non dimentica nulla e che è come una cipolla fatta via via di strati diversi, che si accumulano uno dopo l'altro nelle diverse età che attraversiamo e a seconda delle cose che ci troviamo a fare. Per cui Putin è la stratigrafia di se stesso e possiamo studiarne i lasciti che nel tempo si sono venuti a depositare. Un po' come il paesaggio che ci circonda, la cui immagine nasce dal contributo di epoche diverse, che si ritrovano compresenti nell'attualità. Nel caso di Putin sarebbero stati decisivi la sua lunga militanza nella polizia e il relativo addestramento, al punto da fargli assumere quella che tecnicamente si chiama “l'andatura del pistolero”. Si potrebbero avanzare anche altre ipotesi, che so, il braccio del tennista bloccato da un'epicondilite incurabile, uno stiramento perpetuo dovuto ad un improvvido sollevamento pesi, un irrigidimento causato dal judo, quando si cade a terra e si cerca di attenuare il colpo battendo con il braccio sul tatami. Oppure, una conseguenza di un mancinismo pronunciato che potrebbe aver portato il premier a trascurare e intorpidire il braccio destro. Tutte spiegazioni plausibili, anche se questa mossa del pistolero appare convincente, il braccio disteso lungo il fianco, pronto ad estrarre la pistola quando serve. Dunque, un riflesso condizionato che l'esercizio replicato avrebbe impresso sul corpo. L'unica possibilità per uscire da qualunque dubbio sarebbe quella di stringergli la mano e sentire l'intensità e la tonicità della stretta, ma dubito che si possa realizzare. Bisognerebbe superare il cordone di sicurezza e risultargli così simpatici da convincerlo ad afferrare la mano che gli porgiamo. La vedo male. Non so se nella rigidità di Putin si nasconda un sense of humour, ci consolerebbe pensare che un filo di ironia attraversi la mente di chi governa dal Baltico all'oceano Pacifico. Per questo aspetto con fiducia e speranza che un giorno tiri su quel braccio e si metta a disegnare ghirigori nell'aria, come un direttore d'orchestra senza bacchetta. Sarebbe una buona notizia per il mondo.