I diritti di tutti e la telefonata di un ministro

I diritti di tutti e la telefonata di un ministro

06.11.2013 - 19:59

0
Il ministro Anna Maria Cancellieri viene accusato di aver privilegiato un detenuto rispetto a tutti gli altri che dovrebbero godere degli stessi diritti. Per il fatto di avere un rapporto personale con la famiglia, avrebbe assicurato attenzione e sarebbe intervenuta per far scarcerare Giulia Maria Ligresti, figlia di unimprenditore potente e discusso fino ad essere arrestato, Salvatore Ligresti. In Parlamento, il ministro Cancellieri ha respinto le accuse, ha detto di non aver esercitato pressioni di nessun genere, di avere segnalato come in altre centinaia di altri casi e di aver fatto una telefonata alla madre di solidarietà amicale, con toni, lo ha riconosciuto, non del tutto consoni al profilo istituzionale, ma dettati da un sentimento di empatia con l'interlocutore. Non si tratta di decidere qui dove stanno le ragioni. Piuttosto, è importante sottolineare il nervo scoperto che il caso va a toccare: lo scollamento tra la classe politica e il sentire comune, l'impressione sempre più diffusa che la politica sia un mondo separato e privilegiato, con un perimetro inaccessibile ai più, in cui vengono accolti gli interessi di chi ha forza, ricchezza e potere per farsi ascoltare.In sostanza, il ministro Cancellieri, al di là della sua ribadita integrità di servitore dello Stato, ci sembra che sconti un contesto e una difficoltà palese di comunicazione, per cui le parole della politica perdono sostanza e diventano un rumore ambiguo e inaffidabile. E' intollerabile per la percezione comune che ci siano dei potenti e che questi agisca non per l'interesse generale, ma per salvaguardare un reticolato di amicizie e interessi. E ' una situazione di fatto, rispetto alla quale la politica ha un solo modo di rispondere: con il massimo della probità, applicata fino all'estremo disumano di distinguere tra la funzione e la persona, fra il compito istituzionale e la propria individualità di persona, con affetti, conoscenze, rapporti. E' un dovere che risulta ancor più "eroico" per quante sono e sono state le trasgressioni a cui è stato sottoposto. C'è una iper-sensibilità di tanti e su questa dovremmo anche riflettere, in particolare domandandoci quanto il sentire collettivo si formi in un circuito vizioso con l'attenzione e l'amplificazione mediatica. E quanto questa ondata abbia come conseguenza la ricerca di capri espiatori, su cui si coaguli e si plachi la riprovazione collettiva.
Forse, è il caso di fare una riflessione ancora più generale che ripercorra la storia del nostro Paese e il cammino della Repubblica. A differenza di altri stati europei, a noi non è toccata una rivoluzione borghese. Siamo rimasti un paese compromissorio, di burocrazie, di interessi trasversali, di clientele, di assistenzialismi annodati con un capitalismo che non ha avuto se non per brevi periodi e in poche esperienze la schiena dritta per costruire e sviluppare un mercato nazionale eancor più internazionale. La politica sta tutta dentro questa scena, protagonista e vittima al tempo stesso, e la politica non è un ambito separato, fa parte del Paese e ne è un riflesso speculare.Grande colpevole e grande alibi. Da quanto continuiamo a parlare di riforme e intanto è passata la Prima Repubblica, la Seconda è in condizioni gravi e ci sentiamo sull'orlo di una crisi che non sappiamo se sarà di rinnovamento o di irreversibile decadenza. Ebbene, l'incapacità della politica di darsi come mediazione efficace e funzionale rispetto agli interessi e nel nome di un interesse generale, ha prodotto convulsioni che hanno avuto come esito solo delle rappresentazioni drammatiche di un cambiamento che non poteva avvenire. Non entro nel merito delle posizioni politiche, constato che da decenni ci stiamo confrontando/scontrando su leader  che invariabilmente finiscono per essere espulsi dal sistema. E' accaduto ad Aldo Moro, giustiziato dalle Brigate Rosse e da chi non era favorevole al cambiamento degli equilibri della politica italiana, è successo a Bettino Craxi sull'onda per certi versi sacrosanta, ma al tempo stesso ambiguamente giustizialista, di Mani Pulite, sta andando così per Silvio Berlusconi, presidente e dominus del Partito delle Libertà, che nelle istituzioni ha portato il vulnus di un conflitto di interessi, irrisolto da tutti, la forza di una rappresentanza, la capacità anche economica di creare consenso e la domanda su un confine che dovrebbe essere presidiato e indiscusso come dice l'Esprit des Lois di Montesquieu e non sottoposto a ambigui sconfinamenti quando non a surroghe di poteri, quello tra potere politico e potere giudiziario. La vicenda Cancellieri mi pare che rientri in questa storia, aggravata dalla crisi di credibilità del nostro sistema democratico. Alla fine, di questo stiamo parlando, di una democrazia che non ha regole condivise e comportamenti per distinguere tra interesse generale e particolare, per garantire un rapporto adeguato tra funzione e competenza, per esorcizzare il fantasma mediatico e culturale del populismo, che non è affatto estraneo alla nostra storia e per regolare il rapporto tra doveri e diritti. Di tutti, anche dei poveri Cristi che stanno in carcere. 
...non del tutto consoni al profilo
istituzionale,ma dettatidaunsentimentodi
empatia con l'interlocutore.
Non si tratta di decidere qui dove
stanno le ragioni. Piuttosto, è importante
sottolineare il nervo scoperto
che il caso va a toccare: lo
scollamento tra la classe politica e il
sentire comune, l'impressione sempre
più diffusa che la politica sia un
mondo separato e privilegiato, con
un perimetro inaccessibile ai più, in
cui vengono accolti gli interessi di
chi ha forza, ricchezza e potere per
farsi ascoltare.
In sostanza, il ministro Cancellieri,
aldi là della sua ribadita integritàdi
servitore dello Stato, ci sembra che
sconti un contesto e una difficoltà
palese di comunicazione, per cui le
parole della politica perdono sostanza
e diventano un rumore ambiguo
e inaffidabile. E' intollerabile
per la percezionecomuneche ci siano
dei potenti e che questi agiscano
non per l'interesse generale,ma per
salvaguardare un reticolato di amicizie
e interessi.
E ' una situazione di fatto, rispetto
alla quale la politica haunsolomodo
di rispondere: con il massimo
della probità, applicata fino all'
estremo disumano di distinguere
tra la funzione e la persona, fra il
compito istituzionale e la propria
individualità di persona, con affetti,
conoscenze, rapporti.. E' un dovere
che risulta ancor più "eroico"
per quante sono e sono state le trasgressioni
a cui è stato sottoposto.
C'è una iper-sensibilità di tanti e su
questa dovremmo anche riflettere,
in particolaredomandandociquanto
il sentire collettivo si formi in un
circuito vizioso con l'attenzione e
l'amplificazione mediatica.Equanto
questaondataabbiacomeconseguenza
la ricerca di capri espiatori,
su cui si coaguli e si plachi la riprovazione
collettiva.
Forse, è il caso di fare una riflessioneancora
più generaleche ripercorra
la storia del nostroPaese e ilcammino
dellaRepubblica.
A differenza di altri stati europei, a
noi non è toccata una rivoluzione
borghese. Siamo rimasti un paese
compromissorio, di burocrazie, di
interessi trasversali, di clientele, di
assistenzialismiannodaticonuncapitalismo
che non ha avuto se non
per brevi periodi e in poche esperienze
la schiena dritta per costruire
e sviluppareunmercato nazionale
eancor più internazionale.Lapolitica
sta tutta dentro questa scena,
protagonista e vittima al tempo
stesso, e la politica non è un ambito
separato, fa parte del Paese e ne è
unriflesso speculare.Grande colpevole
e grande alibi.
Da quanto continuiamo a parlare
di riforme e intanto è passata la PrimaRepubblica,
laSeconda è incondizioni
gravi e ci sentiamo sull'orlo
di una crisi che non sappiamo se
sarà di rinnovamento o di irreversibile
decadenza. Ebbene, l'incapacità
della politica di darsi come mediazione
efficace e funzionale rispetto
agli interessi e nel nome di un
interesse generale,haprodottoconvulsioni
che hanno avuto come esito
solo delle rappresentazionidrammatiche
di un cambiamento che
non poteva avvenire.Nonentro nel
merito delle posizioni politiche,
constato che da decenni ci stiamo
confrontando/scontrando su leader
che invariabilmente finiscono
per essere espulsi dal sistema. E' accaduto
ad Aldo Moro, giustiziato
dalle BrigateRosse e da chi non era
favorevole al cambiamento degli
equilibri della politica italiana, è
successo a Bettino Craxi sull'onda
per certi versi sacrosanta, ma al
tempostesso ambiguamentegiustizialista,
di Mani Pulite, sta andando
così per Silvio Berlusconi, presidente
e dominus del Partito delle
Libertà, che nelle istituzioni haportato
il vulnus di un conflitto di interessi,
irrisolto da tutti, la forza di
unarappresentanza, la capacitàanche
economica di creare consenso e
la domanda su un confine che dovrebbe
essere presidiato e indiscusso
come dice l'Esprit des Lois di
Montesquieu e non sottoposto a
ambigui sconfinamenti quando
non a surroghe di poteri, quello tra
potere politico e potere giudiziario.
La vicenda Cancellieri mi pare che
rientri in questa storia, aggravata
dalla crisi di credibilità del nostro
sistema democratico. Alla fine, di
questo stiamo parlando, di una democrazia
chenonharegolecondivise
e comportamenti per distinguere
tra interesse generale e particolare,
per garantire un rapporto adeguato
tra funzione e competenza, per
esorcizzare il fantasma mediatico e
culturale del populismo, che non è
affatto estraneo alla nostra storia e
per regolare il rapporto tra doveri e
diritti.Ditutti, anchedeipoveriCristi
che stanno in carcere. Bnon del tutto consoni al profiloistituzionale,ma dettatidaunsentimentodiempatia con l'interlocutore.Non si tratta di decidere qui dovestanno le ragioni. Piuttosto, è importantesottolineare il nervo scopertoche il caso va a toccare: loscollamento tra la classe politica e ilsentire comune, l'impressione semprepiù diffusa che la politica sia unmondo separato e privilegiato, conun perimetro inaccessibile ai più, incui vengono accolti gli interessi dichi ha forza, ricchezza e potere perfarsi ascoltare.In sostanza, il ministro Cancellieri,aldi là della sua ribadita integritàdiservitore dello Stato, ci sembra chesconti un contesto e una difficoltàpalese di comunicazione, per cui leparole della politica perdono sostanzae diventano un rumore ambiguoe inaffidabile. E' intollerabileper la percezionecomuneche ci sianodei potenti e che questi agiscanonon per l'interesse generale,ma persalvaguardare un reticolato di amiciziee interessi.E ' una situazione di fatto, rispettoalla quale la politica haunsolomododi rispondere: con il massimodella probità, applicata fino all'estremo disumano di distingueretra la funzione e la persona, fra ilcompito istituzionale e la propriaindividualità di persona, con affetti,conoscenze, rapporti.. E' un dovereche risulta ancor più "eroico"per quante sono e sono state le trasgressionia cui è stato sottoposto.C'è una iper-sensibilità di tanti e suquesta dovremmo anche riflettere,in particolaredomandandociquantoil sentire collettivo si formi in uncircuito vizioso con l'attenzione el'amplificazione mediatica.Equantoquestaondataabbiacomeconseguenzala ricerca di capri espiatori,su cui si coaguli e si plachi la riprovazionecollettiva.Forse, è il caso di fare una riflessioneancorapiù generaleche ripercorrala storia del nostroPaese e ilcamminodellaRepubblica.A differenza di altri stati europei, anoi non è toccata una rivoluzioneborghese. Siamo rimasti un paesecompromissorio, di burocrazie, diinteressi trasversali, di clientele, diassistenzialismiannodaticonuncapitalismoche non ha avuto se nonper brevi periodi e in poche esperienzela schiena dritta per costruiree sviluppareunmercato nazionaleeancor più internazionale.Lapoliticasta tutta dentro questa scena,protagonista e vittima al tempostesso, e la politica non è un ambitoseparato, fa parte del Paese e ne èunriflesso speculare.Grande colpevolee grande alibi.Da quanto continuiamo a parlaredi riforme e intanto è passata la PrimaRepubblica,laSeconda è incondizionigravi e ci sentiamo sull'orlodi una crisi che non sappiamo sesarà di rinnovamento o di irreversibiledecadenza. Ebbene, l'incapacitàdella politica di darsi come mediazioneefficace e funzionale rispettoagli interessi e nel nome di uninteresse generale,haprodottoconvulsioniche hanno avuto come esitosolo delle rappresentazionidrammatichedi un cambiamento chenon poteva avvenire.Nonentro nelmerito delle posizioni politiche,constato che da decenni ci stiamoconfrontando/scontrando su leaderche invariabilmente finisconoper essere espulsi dal sistema. E' accadutoad Aldo Moro, giustiziatodalle BrigateRosse e da chi non erafavorevole al cambiamento degliequilibri della politica italiana, èsuccesso a Bettino Craxi sull'ondaper certi versi sacrosanta, ma altempostesso ambiguamentegiustizialista,di Mani Pulite, sta andandocosì per Silvio Berlusconi, presidentee dominus del Partito delleLibertà, che nelle istituzioni haportatoil vulnus di un conflitto di interessi,irrisolto da tutti, la forza diunarappresentanza, la capacitàancheeconomica di creare consenso ela domanda su un confine che dovrebbeessere presidiato e indiscussocome dice l'Esprit des Lois diMontesquieu e non sottoposto aambigui sconfinamenti quandonon a surroghe di poteri, quello trapotere politico e potere giudiziario.La vicenda Cancellieri mi pare cherientri in questa storia, aggravatadalla crisi di credibilità del nostrosistema democratico. Alla fine, diquesto stiamo parlando, di una democraziachenonharegolecondivisee comportamenti per distingueretra interesse generale e particolare,per garantire un rapporto adeguatotra funzione e competenza, peresorcizzare il fantasma mediatico eculturale del populismo, che non èaffatto estraneo alla nostra storia eper regolare il rapporto tra doveri ediritti.Ditutti, anchedeipoveriCristiche stanno in carcere. B

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Sisma L'Aquila, sindaco Biondi: “11 anni da tragedia, ma oggi abbracciamo anche vittime coronavirus”

Sisma L'Aquila, sindaco Biondi: “11 anni da tragedia, ma oggi abbracciamo anche vittime coronavirus”

(Agenzia Vista) Aquila, 06 aprile 2020 Sisma L'Aquila, sindaco Biondi: “11 anni da tragedia, ma oggi abbracciamo anche vittime coronavirus” “11 anni dal sisma ma oggi l’Aquila abbraccia anche vittime coronavirus” queste le parole del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi per ricordare le vittime del sisma che ha colpito la città 11 anni fa. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev agenziavista....

 
Coronavirus, tutorial birmani, dai jingle alla premio Nobel Pace

Coronavirus, tutorial birmani, dai jingle alla premio Nobel Pace

Milano, 6 apr. (askanews) - Un paese completamente isolato fino al 2011, la Birmania si chiude nuovamente alla minaccia del coronavirus e gli ex prigionieri politici dispensano consigli su come vivere al meglio la quarantena. Ecco il jingle "Go Away Corona" e un tutorial della Nobel per la Pace birmana Aung San Suu Kyi, che di recente ha aperto anche la sua prima pagina Facebook.

 
Coronavirus Usa, Trump: "Questa guerra finirà e riapriremo il Paese"

Coronavirus Usa, Trump: "Questa guerra finirà e riapriremo il Paese"

(Agenzia Vista) Usa, 06 aprile 2020 SOTTOTITOLI Coronavirus Usa, Trump: "Questa guerra finirà e riapriremo il Paese" Il presidente americano Donald Trump durante una conferenza stampa per fare il punto sull'emergenza coronavirus: "Continueremo a usare ogni potere, ogni autorità, ogni singola risorsa che abbiamo per preservare la salute dei nostri cittadini e la loro sicurezza e per fare in modo ...

 
Istat: 1 famiglia su 3 non ha tablet o pc a casa. Al Sud 4 su 10

Istat: 1 famiglia su 3 non ha tablet o pc a casa. Al Sud 4 su 10

Roma, 6 apr. (askanews) - In tempi di didattica a distanza e smartworking a causa del coronavirus, fanno riflettere i dati dell'Istat, secondo cui un terzo delle famiglie italiane non ha computer o tablet in casa. Negli anni 2018-2019, rileva l'Istituto di statistica in un'indagine su "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi", il 33,8% delle famiglie non ha un computer o ...

 
Stasera in tv, programmi e film lunedì 6 aprile 2020: Commissario Montalbano su Rai1, Harry Potter su Italia1

Televisione

Stasera in tv, programmi e film lunedì 6 aprile 2020: Commissario Montalbano su Rai1, Harry Potter su Italia1

Programmi e film di stasera, lunedì 6 aprile 2020. Su Rai1 ecco "Il Commissario Montalbano" mentre su Italia Uno c'è la prima parte di "Harry Potter e i Doni della morte". La ...

06.04.2020

La Casa di Carta 4, Taylor Mega su Tik Tok con la voce di Nairobi: "Berlino è fuori gioco, prendo il comando"

Social

Video la Casa di Carta 4, Taylor Mega su Tik Tok con la voce di Nairobi

Anche Taylor Mega si fa contagiare dalla quarta edizione della Casa di Carta e su Tik Tok si lancia nel più classico dei giochini di doppiaggio. La scena è quella in cui ...

06.04.2020

"Fantozzi subisce ancora" sul Canale Nove, torna il ragioniere più umiliato d'Italia

cinema

"Fantozzi subisce ancora" sul Canale Nove, torna il ragioniere più umiliato d'Italia

Arrivò nei cinema nel 1983 e collezionò record di incassi al botteghino, ma "Fantozzi subisce ancora" resta una pellicola cult della saga che ha per protagonista il servile ...

06.04.2020