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Volvo lancia progetto Eva: sicurezza auto condivisa con le altre Case

A destra: Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia

Sergio Casagrande
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Sergio Casagrande Volvo è sinonimo di sicurezza all'avanguardia. Dal 1927, anno della sua fondazione, a oggi la casa automobilistica svedese si è messa costantemente in evidenza nel panorama dei costruttori mondiali per innovazioni inerenti proprio la sicurezza automobilistica. Come - solo per citarne alcune tra le più celebri - l'ideazione di una gabbia di sicurezza per i veicoli (1944); il parabrezza in vetro laminato (1944); le cinture di sicurezza a tre punti per i sedili anteriori (1959) e posteriori (1972); i paraurti ad assorbimento dell'energia (1974); la terza luce di arresto posteriore (1986); e il sistema anticollisione con frenata automatica (2006). Tutte invenzioni o applicazioni tecnologiche che Volvo ha sviluppato in proprio facendole poi diventare patrimonio collettivo dell'industria automobilista. Proprio come le cinture di sicurezza a tre punti che sessant'anni fa Volvo rinunciò a brevettare e ad avere in esclusiva mettendole a disposizione anche dei concorrenti. Una scelta che - si calcola - ha contribuito, nel corso degli anni, a salvare la vita ad almeno un milione di automobilisti. “Da questa tradizione - spiega Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia che, nei giorni scorsi, ha incontrato la stampa specializzata a Milano - oggi si ispira un nuovo progetto di Volvo: Eva, acronimo di Equal Vehicle for All”. “Con Eva - sottolinea Crisci - Volvo vuole condividere con gli altri costruttori, mettendole a disposizione, tutte le proprie conoscenze maturate negli anni di ricerca nell'ambito della sicurezza automobilistica perché è cosciente che condividere i risultati di tali ricerche significa poter favorire, nel senso più ampio, la produzione di veicoli più sicuri per tutti”. “Un obiettivo - sottolinea - che, ancora oggi, per Volvo ha una priorità sociale rispetto ai vantaggi finanziari, come già dimostrato nel 1959, quando, fu messa a disposizione degli altri costruttori automobilistici la soluzione delle cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio”. Il progetto Eva, quindi, viene aperto a tutte le Case, facendo leva su un senso di responsabilità comune al quale si dovrebbe lavorare uniti per ridurre sempre più i rischi che si possono correre alla guida di un veicolo. “Per quanto ci riguarda - aggiunge Crisci - Volvo intanto porta avanti anche il progetto sancito con la promessa Vision 2020, ovvero raggiungere nel 2020 la quota zero di incidenti mortali a bordo delle proprie vetture”. “E' un impegno - sostiene - al quale ci stiamo avvicinando e che subirà, a breve, un'ulteriore accelerazione. Presto, infatti, tutte le auto Volvo avranno: la velocità massima fissata a 180 Km/h; la possibilità di autolimitare la velocità nelle vicinanze di scuole e ospedali grazie ai nuovi dispositivi di controllo intelligente geofencing; la possibilità di determinare le velocità massime delle auto in caso di sharing attraverso una care key; il monitoraggio della guida attraverso l'impiego delle telecamere e l'intervento in automatico del veicolo in caso di pericolo per contrastare gli effetti delle distrazioni o delle guide in stato di alterazione del conducente”. “Negli ultimi quarant'anni - conclude Crisci - Volvo ha lavorato per acquisire ed elaborare indagini anche oltre i tradizionali crash test. Ora tutti questi dati e le nostre ricerche ad essi collegati potranno essere utilizzati da tutti. Con la convinzione che eliminare i pericoli costituiti da un'auto in movimento e dalla distrazione del suo conducente è possibile grazie alla tecnologia e all'impegno”. Una strada che, col progetto Eva, Volvo vuole percorrere insieme a tutti i soggetti impegnati nella costruzione delle auto di oggi. E di domani. Twitter: @essecia