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Ancora una grana per le auto Toyota: maxi richiamo per airbag difettosi

Sergio Casagrande
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Maxi-richiamo per vetture del marchio Toyota. Il primo novembvre 2018 si apprende che la casa automobilistica giapponese ha dovuto richiamare per una riparazione oltre 1,6 milioni di veicoli in tutto il mondo. Alla base della decisione un problema all'airbag. E l'Europa è particolarmente interessata, con 946 mila veicoli difettosi che sono stati venduti nel Vecchio Continente. Si tratta soprattutto di modelli Avensis e Corolla. Secondo una comunicazione inviata dalla casa giapponese ad Afp, l'intero sistema dell'airbag deve essere sostituito perché può causare il «un cortocircuito interno che danneggerebbe il sistema» del veicolo. «In alcuni casi, potrebbe accendersi la spia» e gli airbag e i dispositivi che consentono alle cinture di bloccarsi durante un impatto violento per evitare la proiezione in avanti del passeggero «potrebbero restare disabilitati». Secondo Toyota «è probabile che queste condizioni aumentino il rischio di incidente». Tuttavia il gruppo precisa che, per il momento, non è a conoscenza di alcun incidente provocato dal problema in Giappone. Toyota non è invece in grado di fornire alcun dato sugli altri Paesi. In Italia le vetture interessate dal richiamo per il problema all'airbag sono circa 50 mila. Inoltre per 600 mila veicoli, di cui 255 mila in Europa, c'è un altro difetto da risolvere. Queste auto infatti devono essere richiamate per il dispositivo di gonfiaggio dell'airbag dal lato passeggero. Il richiamo di questi giorni rappresenta l'ennesimo episodio imbarazzante dell'ultimo periodo non facile per Toyota, che in settembre aveva avvertito oltre un milione di possessori di vetture con motorizzazione ibrida Prius che le loro auto erano a rischio di incendio e a inizio ottobre aveva ordinato nuovamente il richiamo di 2,4 milioni di ibride. Toyota è tuttavia una casa ha adottato la politica prudente dei richiami regolari, dopo gli imprevisti problemi di accelerazione riscontrati sul mercato Usa nel 2009-2010. Il costruttore ha perso intanto il primo novembre 2018 alla Borsa di Tokyo lo 0,59% a 6,576 yen. Lorenzo Allegrini - LaPresse