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Il Tutor è fuori legge, ma le multe continueranno

I tutor  sono utilizzati per sanzionare gli eccessi di velocità

Sergio Casagrande
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La Corte d'Appello di Roma, accogliendo il ricorso della Craf, azienda di Chieve in Chianti che ha il brevetto dei tutor, il 10 aprile 2018 ha stabilito che il Tutor utilizzato sulle autostrade costituisce una forma di violazione del brevetto. Autostrade per l'Italia , però, ha  comunicato che, dopo la sentenza che il «Tutor non verrà rimosso dalla rete, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale». «La decisione di oggi della Corte d'Appello di Roma - si legge in una nota - sarà impugnata presso la Corte di Cassazione, le cui ragioni sono state riconosciute fondate da 4 precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio. Tuttavia, per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale, Autostrade per l'Italia si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane». E conclude: «La Corte riconosce che non c'è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l'Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall'utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l'utilizzo del sistema». In merito intervengono anche i consumatori. "Non interveniamo nel merito della sentenza e degli eventuali diritti della ditta Craft, ma è di tutta evidenza che si tratta di una grave danno per la sicurezza stradale" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "In questi anni il tutor ha garantito molta più sicurezza rispetto all'autovelox. Non solo la velocità media consente di evitare multe assurde, magari per il superamento del limite di 6 km/h, ma la postazione fissa scongiura il pericolo che l'automobilista freni all'improvviso a fronte di autovelox nascosti, causando incidenti, oppure che rallenti solo per un breve tratto per poi riprendere a correre" prosegue Dona.