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Great Wall vuole comprare Jeep, ma Fca smentisce

Marco Valsecchi
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A una settimana dalla prima diffusione di voci relative a un interesse cinese per Fiat Chrysler Automobiles, e dopo le smentite arrivate nell'ordine da Geely Automobile, Dongfeng Motors e Guanghzou Automobile, il 21 agosto 23017 a scoprire le carte è stata infine Great Wall Motor, il principale produttore nazionale cinese di suv. Il ceo della società con sede a Baoding, Wang Fengying, ha confermato in mattinata ad Automotive News, la rivista specializzata statunitense che per prima aveva riferito i rumors lunedì scorso, che le mire ci sono e riguardano l'acquisizione del brand Jeep. "Stiamo entrando in contatto con Fca", ha dichiarato la manager, riferendosi alla volontà di dare il via alle negoziazioni. La casa italo-statunitense, dal canto suo, ha però immediatamente fatto sapere "di non essere stata approcciata da Great Wall Motors riguardo al brand Jeep o ad altre questioni relative al suo business".   Che un'offerta formale non sia ancora stata formalizzata, e che un incontro con il cda di Fca non ci sia mai stato, l'ha d'altra parte precisato la stessa Great Wall, per tramite del suo portavoce Xu Hui, sempre ad Automotive News. "Il nostro obiettivo strategico è diventare il più grande produttore al mondo di Suv. L'acquisizione di Jeep, un brand di Suv globale, ci permetterebbe di raggiungere il nostro obiettivo più in fretta e meglio", ha dichiarato ancora Xu alla testata di Detroit. Più vaga la dichiarazione riportata sempre in giornata dal Financial Times e attribuita anche in questo caso a un portavoce della società cinese: "Abbiamo sempre avuto l'interesse e l'intenzione di acquisire Fca".   Gli analisti interpellati a riguardo dal quotidiano britannico si sono mostrati però decisamente scettici, facendo notare come great wall abbia una capitalizzazione di 18,1 miliardi di dollari, contro i 16,45 miliardi di euro di Fca. Dimensioni che, secondo gli esperti, consentirebbero appunto la sola acquisizione di Jeep, ammesso e non concesso che il brand venga messo in vendita. A mettere in guardia rispetto alle sirene cinesi è intanto Antonio Tajani. "Fermo restando il libero mercato, credo che noi europei non dobbiamo cedere il nostro patrimonio industriale e il nostro know-how", ha spiegato il presidente del Parlamento europeo nel corso di una conferenza stampa tenuta al Meeting di Rimini, dopo essersi detto "convinto che l'Europa debba avere una propria politica industriale". Per il momento, tutte queste attenzioni fruttano a Fca un'altra giornata brillante in Borsa. Il titolo del costruttore ha chiuso gli scambi in progresso del 6,92% a 11,44 euro.