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Fca verso la piena occupazione: attesa per nuovi modelli

Sergio Marchionne con Marco Tronchetti Provera al workshop di Venezia (Foto LaPresse)

Lorenzo Allegrini
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Non solo i target finanziari. Fiat Chrysler Automobiles conferma anche l'obiettivo sociale di riportare tutti a lavoro in Italia a fine 2018. Il piano modelli del gruppo sarà aggiornato almeno al 2020 e i cambiamenti dovrebbero passare per lo storico stabilimento torinese di Mirafiori e per il sito campano di Pomigliano d'Arco. Le due fabbriche, infatti, sono le uniche grandi  ancora interessate dagli ammortizzatori, con circa 1.000 adetti per sito in solidarietà. Nel 2015 circa il 40% dei 67 mila dipendenti del gruppo in Italia era sostenuto dagli ammortizzattori sociali. «Il nostro impegno per rafforzare la rete industriale italiana continua, l'abbiamo avviato già da tempo», spiega l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, a margine del Workshop annuale di Venezia (16 giugno 2017) del Consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti. Quello di riportare tutti a lavoro «è sempre stato l'obiettivo principale, anche se gli scettici non ci credevano», aggiunge il capo azienda. Il manager con il maglioncino ha ribadito che il piano dei modelli andrà aggiornato entro dodici mesi, con una prospettiva che si spinge almeno due anni oltre la scadenza del 2018. L'incontro annuale con i sindacati firmatari del contratto non si farà, come previsto inizialmente, a luglio, ma slitterà probabilmente in autunno. «Chiediamo che l'incontro si tenga il prima possibile - afferma il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco - e in qualsiasi caso in tempo utile per realizzare investimenti che possano effettivamente avviare la produzione entro il 2018». Il sindacalista spiega che se arriverà il secondo modello a Mirafiori, dopo il suv Levante di Maserati, e se si passerà presto a una fase «operativa» dell'investimento su un secondo modello a Pomigliano, per cui è prevista una vettura premium, probabilmente un'Alfa Romeo, ci sono «i presupposti per »centrare« la piena occupazione. "La nostra premura - aggiunge ancora Ficco - è dovuta anche al fatto che il Jobs act pone pesanti limiti all'utilizzo degli ammortizzatori sociali e quindi ci costringe ad agire in tempi relativamente brevi". Secondo fonti sindacali il nuovo modello di Mirafiori uscirà dalla linea del Levante e questo permette di avviare la produzione anche in 7-8 mesi. Più lunga sarebbe la gestazione nello stabilimento campano, perché l'intero processo per la produzione di una nuova vettura può richiedere dai 12 ai 15 mesi. "Se i tempi saranno accelerati, saremo molto vicini alla piena occupazione", dichiara il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano. "Oggi - prosegue - restano circa 2.000 in solidarietà tra Mirafiori e Pomigliano e qualche piccola situazione di cassa". Uliano sottolinea inoltre come negli ultimi tre anni la base occupazionale di Fca si sia allargata di circa 3.000 addetti, con ulteriori 800 entrati di recente allo stabilimento laziale di Cassino grazie ai nuovi modelli del Biscione, la Giulia e lo Stelvio." Lorenzo Allegrini