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FCA, trimestre record e nessun colloquio con VW

Lorenzo Allegrini
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Fiat Chrysler Automobiles inizia il 2017 con il piede sull'acceleratore. Lo si scopre il 26 aprile 2017. Il primo trimestre, quello che l'a.d. Sergio Marchionne ha definito solo una dozzina di giorni prima «il più debole dell'anno», si chiude con risultati record. Fca può quindi confermare gli obiettivi del 2017. In particolare, nel primo trimestre l'aumento dell'indebitamento, in una fase dell'esercizio condizionata da una «stagionalità negativa», è stato di soli 0,5 miliardi di euro, contro gli 1,5 miliardi del primo quarto del 2016. I mercati gradiscono e il titolo vola in Piazza Affari, guadagnando il 9,33% a 10,6 euro. I numeri premiano il focus di Marchionne sul piano industriale. Il gruppo realizza nei primi tre mesi del 2017 un utile netto adjusted di 671 milioni di euro, in aumento del 27%, e un utile netto in aumento del 34% a 641 milioni. I ricavi crescono del 4% a 27,719 miliardi di euro, con consegne globali complessive a 1.145.000 veicoli, sostanzialmente in linea con i primi tre mesi del 2016. L'utile operativo adjusted risulta in aumento dell'11% a 1,535 miliardi di euro, a livelli record. Tutte le regioni e le divisioni sono in miglioramento a eccezione dell'America Latina, con il margine complessivo del gruppo che cresce di 0,3 punti percentuali al 5,5%. Volano all'11,3% i margini di Maserati, con la casa del Tridente - grazie anche all'effetto Levante - per il terzo trimestre di fila in doppia cifra. L'indebitamento netto industriale di Fca si attesta a 5,1 miliardi di euro al 31 marzo. A fine anno Marchionne vuole portarlo a un livello inferiore ai 2,5 miliardi. Un obiettivo più vicino, dopo la performance del primo quarto. Al termine del piano industriale l'a.d. punta a trasformare il debito in 5 miliardi di cassa, senza cessioni. «Possiamo raggiungere i 5 miliardi di cassa a dicembre 2018 anche senza vendere asset», dice Marchionne in conference call a chi gli chiede su una possibile vendita di un marchio componetistica, tra cui figurano Magneti Marelli, Comau e Teksid. «Non ho alcun asset minore a disposizione per la vendita, nessuno a disposizione nella componentistica», ribadisce il manager con il maglioncino. Oltre all'indebitamento, gli altri target confermati per il 2017 vedono ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro, un Ebit adjusted superiore a 7 miliardi di euro e un utile netto adjusted a oltre 3 miliardi. A chi gli chiede se abbia visto l'amministratore delegato di Volkswagen, Matthias Mueller, per discutere di una eventuale fusione tra le case automobilistiche, il manager italo-canadese risponde di no e fa notare i risultati sui massimi storici raggiunti da Fca senza bisogno di alleanze. Ancora, sullo sviluppo della guida senza pilota e delle nuove tecnologie di connettività per l'auto, Marchionne ripete, come all'assemblea dei soci di metà aprile, che Fca ha un approccio pragmatico. «Guardiamo anche ad altri partner oltre a Google», spiega il capo azienda.