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Alfa Romeo Giulia: la prova

L'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: sotto al cofano un motore 2.900 benzina da 510 Cv

Sergio Casagrande
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Partiamo dal volante. Perché semplicemente guardandolo si percepisce subito il carattere dell'auto. Con quel pulsante della messa in moto elettronica collocato su uno dei raggi dello sterzo fa infatti trasparire immediatamente la massima sportività della vettura. E l'impressione non è certo tradita, poi, dalla guida reale, in movimento su tutti i possibili tracciati urbani, stradali e autostradali; meglio se tortuosi e impegnativi. La nuova Alfa Romeo Giulia, berlina 4 porte a trazione posteriore (finalmente), quindi, potrebbe essere sintetizzata qui, nel suo volante, sportivissimo e, soprattutto, diretto e preciso come quello di un go-kart.  Perché in effetti il massimo piacere di guida di quest'auto lo si apprezza  proprio tenendo bello stretto il suo principale strumento di comando. Tutto  il resto fa da contorno come una grande orchestra raccolta attorno alla bacchetta del suo grande maestro. Il risultato è un concerto esaltante di mille armonie: prestazioni, comfort, assetto (telaio fantastico) sono al top. E i motori che cantano sotto al cofano sono tutti stati messi al punto  per non deludere né in elasticità, né in brillantezza, né nei consumi,  decisamente contenuti qualsiasi sia la cilindrata, l'alimentazione (benzina o diesel) o la potenza. In Italia la gamma della nuova Giulia si declina in cinque allestimenti (Giulia, Super, Quadrifoglio e due allestimenti Business e Business Sport dedicati al mondo delle aziende) e cinque nuove motorizzazioni: 2.200  turbodiesel da 150 Cv o da 180 Cv abbinati a un cambio manuale a 6 rapporti  oppure automatico a 8 rapporti e 2.900 V6 Biturbo benzina da 510 Cv con cambio manuale a 6 rapporti. Di tutte le versioni abbiamo potuto mettere alla prova, sulla pista prove di Fca di Balocco e sulle strade del Biellese, il 2.200 turbodiesel da 180 Cv con cambio automatico; e il 2.900 V6 biturbo in allestimento Quadrifoglio. Quest'ultima è il top di gamma in tutto e per tutto, talmente prestazionale che può essere considerata a pieno titolo un'auto da competizione. Chi può spendere i 79mila euro richiesti per questa versione non rimarrà di certo deluso... L'altra, quella col turbodiesel più potente in gamma, è una vettura un po' più terrena, nel senso che è meno estrema, ma non è certo avara nelle emozioni che offre. Anche con questa motorizzazione, infatti, Alfa Giulia è capace di mostrare una dinamica di guida da vera sportiva senza mai eccedere nei consumi (media dichiarata di appena 4,2 litri di gasolio per 100 chilometri). Esaltante il sistema Dna Alfa Romeo con il quale è possibile selezionare tre differenti comportamenti della vettura (Dynamic, Natural e Advanced efficiency - nella Quadrifoglio c'è anche la posizione la posizione Race per chi vuole farsi una dose di stupefacente): ognuno è capace di variare assetto, risposta dell'accelerazione, reattività dello sterzo e del propulsore. Per quanto riguarda l'altra faccia della medaglia, un appunto dobbiamo farlo a certe finiture, a certi assemblaggi degli interni e del vano bagagli e ad alcuni materiali plastici scelti per gli allestimenti che avrebbero sicuramente meritato quel pizzico di qualità in più che si percepisce invece nella blasonata concorrenza di matrice teutonica. Ma per tutto il resto la vettura è sicuramente da 10 e lode. A chi ha dei dubbi sulle reali qualità di quest'auto o pregiudizi sui prodotti italiani, consigliamo comunque una cosa: metterla alla prova. Perché è l'unico modo per scoprire che Alfa Giulia, soprattutto per il suo comportamento su strada (e su pista), qualsiasi sia il propulsore che canta sotto al suo cofano, è davvero un'auto destinata a far impallidire  tantissime concorrenti e a fare storia.