“Se i prezzi dei carburanti non scendono come il petrolio la colpa non è dei benzinai ma delle tasse dello Stato"

L'INTERVISTA

“Se i prezzi dei carburanti non scendono come il petrolio la colpa non è dei benzinai ma delle tasse dello Stato"

Giosuè Paoletti, titolare dell’Automigliorgas che gestisce sei stazioni di servizio: “L’erario tra tasse e accisa si mangia 0,97 euro al litro per la benzina e 0,85 per il gasolio”

26.04.2020 - 20:57

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di Sergio Casagrande
Il prezzo del petrolio è tornato leggermente a salire. Ma le quotazioni internazionali, in questo mese di aprile del 2020, hanno subito una contrazione di oltre il 70%, scendendo come mai accaduto prima in 21 anni. Di fronte, però, al crollo marcato della materia prima, in Italia, i prezzi dei carburanti sono calati di appena il 10-11 per cento. E pure in Umbria, dove il prezzo medio di benzina e gasolio si mantiene sui livelli più bassi del resto d’Italia, i vantaggi per gli automobilisti restano contenuti.
Per capire perché, abbiamo intervistato un imprenditore umbro che rappresenta la parte finale della filiera della trasformazione del petrolio, quella della vendita, appunto, dei carburanti per autotrazione al dettaglio: Giosuè Paoletti, titolare dell’Automigliorgas, srl che possiede sei distributori di carburante a Perugia, Corciano e Gubbio.


- Gli automobilisti speravano di poter vedere scendere rapidamente i prezzi dei carburanti. E, invece, in tutte le stazioni di servizio il calo dei prezzi è stato moderato. Qualcuno ci sta speculando?
“Se qualcuno ci sta speculando non è certo chi gestisce le stazioni di servizio. Per quanto ci riguarda stiamo facendo il massimo per venire incontro agli automobilisti e per tamponare una crisi, quella legata all’emergenza Coronavirus, senza precedenti. In questo periodo, per garantire il servizio, stiamo facendo grandi sacrifici, rimettendoci anche dal punto di vista economico”.
- Ma perché i prezzi alla pompa non seguono il calo del petrolio?
“I prezzi alla pompa, in realtà, stanno calando. E continuano a calare. Ma se ciò non avviene di pari passo con le quotazioni del petrolio il motivo è principalmente uno ed è legato alla parte che lo Stato continua a prendersi sulla vendita dei carburanti”.


- Una storia vecchia, quello dello Stato vampiro...
“Vecchia sì. Ma sempre attuale, perché immutata.
Faccio degli esempi. I prezzi della benzina venduta alla pompa sono scesi, in questi giorni, a una media di 1,37 euro al litro. Ma di questi 1,37 euro, 0,97 vanno direttamente nelle casse dello Stato sotto forma di Iva e accisa. Al gestore delle stazioni di servizio restano 3 - 4 centesimi al massimo per litro venduto. Ergo, il consumatore paga 1,37 euro un prodotto che, esentasse, potrebbe costare solo 40 centesimi al massimo. Un prezzo che è superiore al costo del greggio solo perché terrebbe conto anche dei costi di trasporto e raffinazione. Ma a questo prezzo lo Stato ci aggiunge un ricarico spropositato. E la stessa cosa vale per il gasolio: 1,26 euro di media al litro dei quali 0,85 centesimi vanno direttamente allo Stato per accisa e Iva. E anche in questo caso al gestore restano sempre 3-4 centesimi”.


- Insomma, se lo Stato non rivede la tassazione, gli automobilisti non vedranno mai consistenti vantaggi...
“Esattamente. Lo Stato dovrebbe fare la sua parte. Ma difficilmente lo farà, almeno a breve. Anche perché, con il calo dei consumi, ci sta rimettendo molto anche lui. E con la legge di Bilancio 2020 ha già sterilizzato fino al 2021 la revisione di Iva e accise”.
- Ma dare la colpa solo allo Stato non sarà mica una scusa?
“Una scusa per che cosa? I gestori non hanno motivi per accampare scuse.
I ricavi sono esattamente quelli che le ho detto. E, in questi giorni, le assicuro che la situazione che stiamo affrontando è davvero gravissima.
Si vende pochissimo e si incassa pochissimo. E, nonostante tutto, stiamo facendo scendere i prezzi. Addirittura, stiamo anche offrendo carburanti che abbiamo pagato molto più cari perché i nostri serbatoi, come quelli delle raffinerie, restano pieni o semipieni per settimane”.


- Sempre per colpa del calo della domanda?
“Sì, proprio per il calo della domanda. Anzi, lo chiamerei crollo. Non calo...
Tutto è precipitato immediatamente e all’improvviso. E ormai si vende, mediamente, un 80 - 85 % in meno di tutti i carburanti. Mentre dobbiamo, comunque, mantenere aperti tutti gli impianti, sia quelli automatici con il self service 24h che quelli con servizio”.
- Meno carburanti che si vendono, meno dipendenti che lavorano?
“Anche. La mia azienda ha 45 persone alle sue dipendenze. Ma le presenze in questi giorni sono ridotte al minimo.
Per ora non abbiamo fatto ricorso alla cig. Stiamo facendo smaltire ferie e riposi arretrati. Ma le assicuro che è faticoso. Per noi, come per tutti i benzinai dell’Umbria”.
Twitter: @essecia

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