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Volvo XC40 Recharge, la svedese plug-in

Benzina da 180 Cv accoppiato ad elettrico da 82 Cv e 45 Km di autonomia in solo elettrico

Giovanni Massini
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Non abbiamo potuto testarla su strada, ma ci siamo avventurati lungo un elaboratissimo percorso virtuale, attaccati al PC, in collegamento con esperti Volvo, che hanno messo a nudo l’ultima loro creazione: la “XC40 Recharge”. Un termine, quest’ultimo, che in Volvo va ad identificare le Elettriche pure e le Plug-in, come appunto l’auto di cui parliamo oggi e che rappresenta un punto di partenza importante, che dovrebbe portare, entro il 2040: ad un impatto “0” per l’ambiente. Un percorso che si snoda attraverso l’evoluzione del concetto di elettrificato ed elettrico puro. Attualmente, tutti i prodotti Volvo hanno la corrispondente versione ibrida o elettrica. Questa XC40 Recharge è, per l’appunto, una ibrida Plug-in, una di quelle auto che possono andare in solo elettrico, ma che hanno anche il motore termico, a supporto di prestazioni ed autonomia. Ma vediamo con che cosa abbiamo a che fare. L’auto è lunga 4.425 metri e nasce dalla nuova piattaforma “CMA”, che darà vita a tutti i futuri modelli compatti, della serie 40 e, per allestimenti e dotazioni, si posiziona decisamente a livello “Premium”. Un Suv compatto che, qui da noi, è piaciuto non poco, visto che dal 2017 (data del lancio sul mercato) ad oggi, ne sono state venduti più di 21.500, con un trend di crescita, al 2020, in ascesa. Certo, a fronte dei 6.700 ordini già ricevuti, bisognerà fare un po’ di conti con l’effetto Covid. Il concetto di ibrida Plug-in sviluppato da Volvo è semplice: il motore termico è concepito come ausilio all’elettrico e non viceversa. In questo caso: sull’anteriore troviamo un 3 cilindri benzina di 1.5 litri da 180 Cv, accoppiato ad un elettrico da 82 Cv, per un totale di 262 Cv e 425 Nm di coppia massima, gestiti da un cambio automatico a 7 rapporti. La batteria è alloggiata sotto il pianale ed ha una capacità di 10.7 kW, il che si traduce in autonomia, in solo elettrico, di circa 45 km. L’auto può essere settata su 3 modalità di funzionamento: Pure e va in solo elettrico, fino ad una velocità massima di 120 km/h; Hybrid, entra in funzione anche il termico; Power, il massimo delle prestazioni. Come tutte le Plug-in, anche la XC40 si ricarica in frenata e quando si rallenta. Quando si va in elettrico, bisogna apprendere un altro stile di guida, più fluida, che ti porta a cogliere tutte le occasioni (discese e rallentamenti), per mettere qualche tacca in più sull’indicatore della batteria. In Volvo hanno fatto un test, che avremmo dovuto fare noi, comparando i consumi di una XC40 Recharge, con una diesel, su un percorso misto: con la batteria carica, per i 100 km l’auto ha consumato solo 1,6 litri di benzina; con la batteria scarica, quindi utilizzando solo il termico, 6.0 litri di benzina; la diesel ha consumato 7.6 litri di gasolio. C’è da dire, però, che il percorso fortemente mosso (pieno di salite e discesone), ha consentito alla Plug-in di sfruttare, in discesa, l’effetto freno motore. Per chi macina km in autostrada, crediamo che la diesel sia ancora inarrivabile, speriamo di poter testare l’auto come si deve, al più presto. In quanto a convenienza, però, questa Volvo ha un asso nella manica: la casa, infatti, rimborsa il consumo elettrico necessario alla ricarica della batteria. Esatto: in elettrico si viaggia gratis. Tramite l’app che monitorizza il funzionamento e gli spostamenti, la Volvo legge le ricariche effettuate e le rimborsa, secondo un calcolo della tariffazione media nazionale. Non male come iniziativa. Volvo ha anche in essere contatti con Enel X, per la messa a punto di specifiche Wall-box per la ricarica. La XC40 Recharge è disponibile in 3 allestimenti ed i prezzi vanno dai 47.770 ai 50.920 euro.