auto colonnina di ricarica per veicoli elettrici nel piazzale dell'ospedale San Giovanni Battista di Foligno

La colonnina di ricarica per veicoli elettrici nel piazzale dell'ospedale San Giovanni Battista di Foligno

IL CASO

Così Foligno stacca la spina alle auto elettriche

Abbiamo preso un'auto a batteria e provato a fare un pieno d'energia in città: un vero incubo

28.02.2020 - 17:38

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di Sergio Casagrande

Tre sole colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, contro le 43 di Perugia. E delle tre, due fuori servizio e nessuno che le ripara.


Sei posti di sosta riservati, due per ciascuna colonnina, ma solo quattro delimitati da una segnaletica orizzontale ben visibile.


Tutte e tre le aree di ricarica, poi, nonostante gli avvisi di rimozione forzata per veicoli non elettrici, spesso occupate da altre vetture. O, comunque, con accessi impediti o intralciati dalla sosta selvaggia di automobilisti maleducati.


L’unica stazione di ricarica ancora funzionante in pieno centro storico, dentro la ztl alla quale si arriva soltanto se si ignora la segnaletica posta agli accessi dell’area a traffico limitato perché non indica che i veicoli a trazione elettrica possono entrare. E non è neppure certo che chi arriva possa ricaricare, perché essendo l’unica colonnina funzionante la si trova frequentemente occupata. Qui, poi, il parcheggio selvaggio impera sia di giorno che di notte, nonostante il divieto di sosta sia in vigore e segnalato non solo nelle vicinanza della colonnina di ricarica, ma su tutta la piazza.


E’ questa la situazione che trova a Foligno chi circola con un’autovettura elettrica. Immaginabili, quindi, le difficoltà soprattutto per chi arriva da fuori città con un veicolo a batteria e non può contare sulla possibilità di ricaricare a domicilio.


Una condizione non certo nobile per una città che, per la sua conformazione urbana, in fatto di mobilità a impatto zero potrebbe porsi, solo con un pizzico di sensibilità in più, all’avanguardia nell’intera regione. E addirittura assurda se si tiene conto delle palesi problematiche di inquinamento che hanno portato a estendere, negli ultimi anni, le aree di tutela al traffico inquinante dal solo perimetro del centro storico all’intera periferia.


L’AUTOMOBILISTA VIRTUOSO
MA PENTITO
A descriverci questo stato pietoso degli impianti di ricarica pubblica era stato, nei giorni scorsi, un lettore che sosteneva che le colonnine fossero fuori servizio già da diversi giorni e che era arrivato a rimpiangere la scelta di aver abbandonato la sua auto a benzina per una elettrica.

“Abito fuori città - aveva raccontato - e se mi fossi subito reso conto di quello che mi aspetta ogni volta che cerco di avvicinarmi al centro storico non avrei di certo fatto una scelta del genere. Pensavo che scegliere un comportamento virtuoso, mi avrebbe premiato. E invece, così, sono solo fortemente penalizzato”.
In effetti, l’autonomia di un’auto elettrica può essere molto ridotta. E la possibilità di ricaricare quando si è in giro è fondamentale, sia per evitare l’ansia, sia per non rimanere davvero a piedi.


Ieri abbiamo, quindi, deciso di prendere un’auto elettrica e di verificare la realtà dei fatti facendoci accompagnare dal nostro lettore e seguendo le sue indicazioni alla ricerca di una ricarica pubblica. E la situazione che abbiamo trovato è stata proprio quella che ci aveva descritto e che abbiamo riportato all’inizio.

ALL’OSPEDALE C’E’ POSTO
MA E’ TUTTO FUORI SERVIZIO
Arrivando da Perugia alle 11.25 ci siamo fermati all’ospedale San Giovanni Battista dove lo abbiamo incontrato e dove la app di Enel X ci indicava la presenza della prima colonnina di ricarica. Qui lo spazio per il parcheggio riservato è accessibile agevolmente.


Per arrivare poi in centro, a piedi, sarebbe stata lunga. Ma l’importante era poter ricaricare. Quando, però, ci siamo avvicinati alla colonnina per inserire la spina la prima amara conferma: display spento. E, quindi, nessuna possibilità di ricaricare.

AL PLATEATICO DIFFICOLTA’
E COLONNINA K.O.
Ma non ci siamo fatti prendere dal panico: la stessa app ci ha indicato la seconda stazione di ricarica pubblica, per giunta neppure tanto lontano: alle 11.30 siamo al piazzale Fratelli Bandiera, meglio noto come il Plateatico di porta Todi, area strategia della mobilità folignate.
Qui c’è un ampio parcheggio; la stazione dei bus; un percorso pedonale che conduce in centro. E c’è la principale area scolastica della città. Ma ecco subito un altro problema: un’auto in sosta vietata davanti a uno dei due spazi riservati alle auto elettriche. E un altro ancora, più grave: anche questa colonnina, infatti, è fuori servizio, con il vantaggio che almeno il display ti avverte.
Ci affidiamo nuovamente alla app e ci dirigiamo al terzo punto di ricarica: in piazza Matteotti, a pochi passi dal palazzo comunale e da piazza della Repubblica, il cuore della città.


IN PIAZZA MATTEOTTI
ASSEDIO DI AUTO IN DIVIETO
La ztl non era attiva. E un vigile urbano ci ha detto che, a chi è alla guida di un veicolo elettrico, l’accesso sarebbe stato comunque consentito. Ma i segnali che delimitano la ztl non riportano tale possibilità.

Ergo, un forestiero come può sapere di poter raggiungere il punto di ricarica?


Fortunatamente non è il nostro caso e arriviamo in piazza Matteotti fiduciosi di poter ridare, finalmente, energia alla nostra vettura elettrica. Perché arrivati da Perugia con le batterie già affaticate, il ritorno poteva essere compromesso. Ed ecco, alle 11.37, la ciliegina sulla torta: veicoli in sosta vietata su tutta la piazza, con due che impediscono la vista e l’accesso al punto di ricarica costituito da una colonnina dall’aspetto malandato, quasi di completo abbandono (la barriera di protezione piegata; il display scarsamente visibile; le strisce che dovrebbero delimitare l’area di sosta riservata totalmente scolorite), ma almeno funzionante. Funzionante sì, ma non raggiungibile per colpa di quei veicoli in sosta...


UNICA SALVEZZA:
ARRIVARE A SPELLO
Risultato finale: l’unico punto di ricarica pubblico più vicino a Foligno disponibile, raggiungibile e funzionante, tra quelli indicati dalla app di Enel X, era in piazzale della Pace… Un indirizzo che, inizialmente, ci ha fatto sperare fosse a breve distanza, ma che abbiamo invece scoperto trovarsi anche a Spello, a più di 7 chilometri di distanza da dove ci trovavamo.


LE RISPOSTE DI ENEL X
E SERVIZI MUNICIPALI
Enel X, contattata telefonicamente per capire le motivazioni della situazione, risponde che, per quanto riguarda le due colonnine fuori servizio, non può far nulla: anche se riportano il logo Enel, la manutenzione è a carico di Regione Umbria e Comune di Foligno che le hanno in gestione. E, infatti, anche l’app di Enel X le indica sulla mappa con l’annotazione “questa colonnina non è gestita da Enel X”.

Dallo Sportello del cittadino del Comune di Foligno, contattato al numero 0742.330299 alle 12.40, ci dicono di rivolgerci ai vigili urbani. E la polizia locale di Foligno, alle 12.43, annota la nostra segnalazione dei guasti dicendo che la inoltrerà a chi di dovere. “Ma la stessa cosa l’avevo già fatta io”, sostiene il lettore che ci ha accompagnato.
Chissà, forse c’è anche qualcun altro che per intervenire e risolvere le problematiche esistenti ]è ancora in attesa di una ricarica. E, magari, la stessa ricarica la attende anche per potenziare la presenza delle colonnine pubbliche a Foligno visto che la mobilità elettrica in Italia, anche se ancora marginale, è comunque incentivata e destinata a un forte incremento.


A riguardo ricordiamo che, già più di un anno fa, proprio il nostro giornale, su segnalazione di chi arriva in città per le attività del centro di reclutamento dell'Esercito della caserma Gonzaga, aveva auspicato più punti di ricarica e anche veloci (perché nessuno dei tre oggi esistenti è rapido e di ultima generazione) almeno nelle vicinanze della stazione ferroviaria.


In fatto di mobilità a impatto zero e auto elettriche, insomma, Foligno meriterebbe sicuramente una scossa. Ma se resta tutto così, meglio rinunciare ad attaccare la spina e continuare a viaggiare con i motori tradizionali.

Twitter: @essecia

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