Hyundai Tucson 1.600 Crdi diesel hybrid: scatto e risparmio

LA PROVA DI GUIDA

Hyundai Tucson 1.600 Crdi diesel hybrid: scatto e risparmio

14.01.2020 - 17:30

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di Sergio Casagrande

Tra le Case automobilistiche che stanno dando prova concreta di notevoli miglioramenti qualitativi dei propri prodotti c’è Hyundai, azienda coreana che, proprio per sottolineare la validità delle sue offerte, è arrivata a garantire i suoi veicoli nuovi per cinque anni e chilometraggi illimitati. Un periodo talmente lungo che la maggioranza dei diretti concorrenti non è in grado di poter offrire se non dietro la richiesta di consistenti esborsi supplementari agli acquirenti.


Tucson è uno dei modelli dove questi passi in avanti, in fatto di stile, tecnologie e qualità di finiture e componenti, sono più evidenti.

Il modello attuale ha infatti abbandonato gli aspetti spartani e un po’ banali dello stile e dei contenuti delle generazioni precedenti per presentarsi con un design piacevole, giovanile e perfino accattivante. E, soprattutto, è in grado di offrire dotazioni tecnologiche finalmente all’avanguardia e livelli di comfort che l’avvicinano addirittura ai veicoli di alcuni marchi premium.

Ne abbiamo avuto la conferma mettendolo alla prova con la motorizzazione 1.600 Crd, mild hybrid elettrico/benzina, abbinata a cambio automatico 7 marce 7DCT, con trazione integrale, e nell’allestimento sportivo N-Line. Un propulsore in grado di garantire una potenza di 136 Cv e che conta sull’Hybrid 48V che offre il supporto di un sistema elettrico a 48 volt, autoricaricabile, utile nelle fasi di accelerazione perché fornisce fino a 12 kW di potenza supplementare e permette di ridurre i consumi di carburante e le emissioni di C02.

Look e interni

Tucson è un suv-crossover generoso negli spazi, ma non eccessivo nelle dimensioni. E l’allestimento N-Line va a sottolinearne in maniera discreta la sportività prestando attenzione a molti particolari estetici, come il paraurti con l’esclusiva cascading grille, le finiture in nero lucido e i cerchi in lega scuri da 19 pollici, e marcandone il carattere dinamico grazie a una messa a punto particolare delle sospensioni e del servosterzo.


L’abitacolo è ampio quanto basta per viaggiare comodamente anche in cinque. E pure il bagagliaio (modulabile agendo sul divanetto posteriore) offre un volume adeguato alle dimensioni del veicolo. La presenza sotto al bagagliaio di una batteria a ioni polimero di litio (0,44 kWh, 48 volt) non sacrifica quindi la capacità di carico.


Il posto di comando è uno dei punti di forza di Tucson: alto e con una strumentazione ricca permette di viaggiare dando la sensazione di dominare la strada. Il sistema di infotainment conta su uno schermo multimediale touch da 8 pollici in grado di integrarsi con i sistemi Carplay e Android Auto e riceve anche i comandi vocali.

Il volante concentra sulle razze le principali funzioni del computer di bordo e del sistema multimediale. E al centro del quadro strumenti c’è un display sfogliabile che permette di selezionare e attivare i sistemi Adas, personalizzare alcune funzioni (si può regolare perfino la durata fino a un massimo di 7 lampeggi dell’attivazione automatica dell’indicatore di direzione) a interpellare il computer di bordo nelle sue funzioni di monitoraggio dei consumi, del sistema ibrido di ricarica e della ripartizione automatica sui due assi della trazione integrale

Guida semiautonoma

Per quanto riguarda gli Adas ci sono a disposizione vari sistemi di guida assistita che Hyundai racchiude in un pacchetto chiamato Smartsense e includono anche il mantenimento attivo della corsia (l’impressione è quella di poter guidare in tranquillità come se si stesse viaggiando sui binari), il riconoscimento automatico dei limiti di velocità, il sistema automatico di frenata con riconoscimento dei pedoni e preallerta sonora, il controllo degli angoli ciechi. Tutti sistemi che riducono gran parte dei pericolo che si possono incontrare o creare durante la guida sia essa urbana che extraurbana.


Ricchi di comandi e funzioni anche l'impianto di climatizzazione con possibilità di mantenimento automatico delle temperature e la consolle del tunnel centrale che, nelle vicinanze del comando del freno di stazionamento elettrico, mostra un selettore per le modalità di guida (normale o sportiva) e i comandi per la funzione auto-hold, per l’attivazione o disattivazione dei sensori di parcheggio e per il controllo automatico del veicolo in caso di forti pendenze, oltre al disattivatore dello start&stop.

Dettagli curati e motore.

Belli alcuni particolari e alcune finiture dell’abitacolo, a cominciare dai rivestimenti dei sedili per arrivare alle gradevoli e non pacchiane cuciture a filo rosso anche sul volante rivestito di pelle. La cura dei dettagli si nota perfino nello specchietto retrovisore interno, dove oltre al sistema di antiabbagliamento automatico è presente perfino l’indicazione dei punti cardinali di una bussola digitale. Un accessorio solitamente appannaggio dei veicoli venduti negli Usa per meglio orientarsi nei dedali delle autostrade metropolitane.
Ma torniamo al motore: il Mild Hybrid 1.600 48V deriva dall’esperienza maturata da Hyundai nella tecnologia ibrida col propulsore più potente 2.000 e rispetto al fratello maggiore non soffre di complessi di inferiorità. La potenza è adeguata per una guida brillante e il 1.600 ha i costi economico-fiscali di una cilindrata più contenuta. La modalità mild hybrid offre i principali vantaggi nel traffico cittadino, quando il veicolo sfrutta anche al massimo il recupero d’energia da frenate e decelerazioni, e contribuisce a dare uno scatto in più.

Il funzionamento ibrido

Il 1.600 CrDi è capace di lavorare autonomamente o in coppia al sistema ibrido senza alcun intervento da parte del conducente perché la gestione è totalmente automatica ed elettronica. Sono presenti una batteria a 48 volt, un generatore MHSG e un convertitore di corrente che produce o stocca parte dell’energia attraverso uno specifico trasformatore-convertitore, oppure integra il circuito di alimentazione tradizionale a 12 volt del veicolo.

Il generatore MHSG è collegato direttamente all’albero motore del propulsore alimentato a gasolio e può generare energia cinetica per 12 kW e 55Nm di coppia.

Il sistema ibrido, nel traffico cittadino, offre dei vantaggi anche nell’attivazione dello start&stop, andando ad aiutare le fasi di riaccensione del motore tradizionale dopo le fermate rendendole più pronte e perfino anticipandole di 0,2 secondi grazie alla coppia aggiuntiva fornita dal generatore elettrico.

Il motorino di avviamento tradizionale, quello a 12 volt, per esempio, viene utilizzando solo per la prima accensione, quando la temperatura dell’olio motore è ancora troppo bassa. E la possibilità di intervento dello start&stop è estesa fino alla velocità di 30 km/h.


Nelle accelerazioni il generatore MHSG supporta il motore a gasolio con potenze aggiuntive variabili da un minimo di 4 a un massimo di 12 kW, in base allo stato di carica della batteria e alla “quantità” di accelerazione richiesta dal conducente. Raggiunta la velocità di crociera, il generatore smette di fornire potenza e va in modalità neutra. O funge da generatore per ricaricare la batteria. Anche nelle frenate e nelle decelarazioni l’MHSG - che in questi casi riceve energia cinetica dall’albero motore - lavora da generatore con potenze tra i 10 e i 12 kW.

I risultati alla guida

Un sistema apparentemente complesso, ma davvero efficace visto che guidando sul misto, con un po’ di attenzione, si possono anche superare i 20 km con un litro di gasolio.

Il consumo nel ciclo medio combinato dichiarato, comunque, è di 4,7-4,9 litri per 100 km (valutazione Nedc) e 5,9 - 6,2 (valutazione Wltp). E quest’ultima è quella della media alla quale ci siamo avvicinati anche nella nostra prova dopo un migliaio di chilometri percorsi su un 30% di guida urbana e 70% di extraurbana.

Ovvio che se si usa il programma di guida sportiva i consumi salgono... insieme all’adrenalina. In funzione Sport, infatti, la brillantezza del sistema di propulsione va al massimo e il piacere di guida, se si ama la guida scattante, è di buon livello per un suv-crossover. Difficile resistere alla sua attivazione...


A proposito: la funzione di Start&Stop estesa può anche spegnere il motore in decelerazione già a partire dai 30 km/h. E grazie a questo accorgimento, unito a tutti gli altri benefici del mild hybrid, dice Hyundai, si ottengono consumi fino all’11% inferiori rispetto al turbodiesel non elettrificato del Tucson.
L’abbinamento poi con il cambio automatico a 7 rapporti e doppia frizione è perfetto per soddisfare tutti gli stili di guida: da quello che predilige relax e comfort a quello di vocazione brillante e perfino sportiva.


In conclusione, quindi, un veicolo da valutare senza alcun pregiudizio e da provare se si è in cerca di tecnologia all’avanguardia eco-friendly e comfort.

I PREZZI - Hyundai Tucson è in listino da 23.150 per le versioni benzina 2WD. Il Mild Hybrid 1.600 da 31.250 con la versione 115 Cv 2WD; da 32.550 le versioni 136 Cv; e da 34.250 le 136 Cv 4Wd. Salvo incentivi, promozioni e finanziamenti agevolati.

Twitter: @essecia

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