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Fisco: Fca rischia multa da un miliardo

La sede di Fca logo Fiat Chrysler Automobiles

Sergio Casagrande
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di Lorenzo Allegrini Mentre lavora a una fusione futura con Psa Peugeot, dal passato arriva una brutta sorpresa per Fiat Chrysler Automobiles. L'Agenzia delle Entrate, infatti, contesta al gruppo automobilistico di aver sottostimato di 5,1 miliardi di euro il valore di Chrysler al momento dell'acquisizione da parte dell'ex Fiat Spa nel 2014. L'Italia applica infatti la cosiddetta 'exit tax', una tassa che preleva a seconda del plusvalore generato da una società che porti le proprie attività fuori dal Paese. Fca avrebbe valutato Chrysler, su indicazione dei propri advisor, circa 7,5 miliardi di euro. All'epoca della fusione l'imposta era del 27,5%, il che significa che il Fisco potrebbe chiedere a Fca di versare circa 1,4 miliardi di euro aggiuntivi, considerando l'entità della contestazione, anche se i colloqui con la stessa Agenzia potrebbero tagliare di molto l'importo e l'azienda non sembra affatto preoccupata. «Siamo in totale disaccordo con la relazione preliminare e siamo certi che riusciremo a dimostrare con successo la riduzione sostanziale della valutazione», commenta un portavoce di Fca, aggiungendo che «è anche importante notare che qualsiasi guadagno imponibile residuo valutato sarebbe compensato dal riporto delle perdite fiscali, senza alcun deflusso di cassa materiale o impatto sugli utili». Il titolo il 5 dicembre 2019 (giorno in cui è stata appresa la notizia) a Piazza Affari soffre però alla notizia della contestazione del Fisco che, scovata da Bloomberg, risulta dai documenti dell'azienda e da un rapporto di audit datato 22 ottobre. Fca chiude in calo dello 0,85% a 13,25 euro. Il processo di acquisizione del concorrente statunitense è durato cinque anni e al termine della ristrutturazione è stata creata Fca, la nuova società con sede legale in Olanda e sede fiscale in Gran Bretagna, invece che a Torino, che è stata la sede storica per oltre un secolo della Fiat. Nel frattempo, Fca lavora alla fusione con i cugini transalpini di Psa. L'obiettivo del gruppo è di arrivare a un accordo definitivo per un consolidamento entro Natale. Se l'operazione andrà in porto, Fca e Psa creeranno il quarto costruttore globale con 8,7 milioni di vetture vendute all'anno.