Seggiolini salva-bebè: c'è l'ok alla Camera

OBIETTIVO SICUREZZA

Attenti alle multe: seggiolini salvabebè subito obbligatori

07.11.2019 - 19:59

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di Pietro Paolo Savini


Il dispositivo salva-bebè in auto è diventato subito obbligatorio. E, formalmente, chi viaggia in auto con bimbi che hanno meno di quattro anni sono obbligati a munirsene. Altrimenti, il rischio è di essere multati da 81 a 326 euro (pagamento entro cinque giorni 56,70 euro) e la decurtazione di 5 punti dalla patente.  Ma è subito caos, perché se il provvedimento è ritenuto giusto da tutti, sono in molti a protestare per il fatto che l’obbligo immediato non dà il tempo necessario per mettersi in regola.


Il 7 novembre 2019, quindi, è entrato in vigore il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che definisce le caratteristiche tecnico-costruttive dei dispositivi antiabbandono per bambini. «L’entrata in vigore del decreto comporta anche l’immediato obbligo per i conducenti dei veicoli sui quali devono essere installati i seggiolini che trasportino un bambino di età inferiore a quattro anni di far uso, anche di apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del minore all’interno del veicolo medesimo - spiega la Polizia in una nota ai giornali -. Secondo quanto previsto dal decreto i dispositivi possono essere già integrati nel seggiolino, possono costituire una dotazione di base o un accessorio del veicolo, oppure essere indipendenti sia dal seggiolino sia dal veicolo. Non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche riportate nell’allegato A al decreto».
«In particolare, l’antiabbandono deve dare un segnale di allarme idoneo ad attirare tempestivamente l’attenzione del conducente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo, nonchè avere la capacità di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente - conclude la Polizia -. Prima dell’acquisto del dispositivo è consigliabile verificare la conformità consultando la documentazione tecnica eventualmente messa a disposizione dal fabbricante».

Genitori e mercato però subito nel caos a causa dell’inaspettata entrata in vigore immediata. Su questi sistemi c’è ancora molta confusione, ecco perché Altroconsumo - subissata di richieste da parte dei genitori - ha inviato subito una lettera ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere chiarimenti. Si tratta infatti di una decisione arrivata improvvisamente che ha gettato nel caos famiglie e mercato: «In queste ore stiamo ricevendo una pioggia di richieste da parte di genitori che non sanno cosa fare e cosa comprare - spiega Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo - "Non capiamo il perché di una decisione così affrettata, siamo in una situazione paradossale: le famiglie, per evitare multa e decurtazione di punti dalla patente, sono spinte a fare un acquisto frettoloso e non ragionato, che le potrebbe portare ad avere un prodotto comunque non adeguato allo scopo.

Ecco perché abbiamo chiesto al Governo un’entrata in vigore del provvedimento dilazionata nel tempo e il blocco delle sanzioni auspicabilmente fino al 6 marzo 2020, data in cui ci si aspettava scattasse l’obbligo«.

I prodotti sul mercato potrebbero non soddisfare i requisiti di legge e non essere sufficienti a coprire il fabbisogno delle famiglie con figli fino ai 4 anni, parliamo di circa 1,8 milioni di bambini nel nostro Paese.

Che cosa succederà adesso? I genitori si potrebbero trovare nella condizione di acquistare prodotti che potrebbero non essere conformi alle indicazioni tecniche del decreto, che al momento è suscettibile di interpretazione lasciata alle Autorità di Polizia, mentre dal canto loro i produttori non hanno avuto modo di rifornire i negozi.

Ma come funzionano i dispositivi?

Facciamo chiarezza. Ma come dovrebbero essere fatti questi sistemi? Al momento Altroconsumo nutre dei dubbi sulla conformità al decreto attuativo di molti prodotti presenti sul mercato. I sistemi previsti sono di 3 tipi: integrati all’origine nel seggiolino; integrati nel veicolo; indipendenti sia dal veicolo che dal seggiolino.

I dispositivi dovrebbero essere in grado di attivarsi automaticamente, senza cioè richiedere un’azione volontaria e attiva da parte del genitore, ma non è chiaro se ad esempio la necessità di attivare il Bluetooth sul telefonino sia da considerarsi un’azione volontaria attiva. I dispositivi devono dare un segnale di conferma di avvenuta attivazione (per essere certi che il sistema funzioni correttamente) e segnalare tempestivamente la presenza del bambino nel seggiolino attivando un allarme immediato.


Incentivi economici per l’acquisto dei dispositivi: a che punto siamo?

In base alla bozza non ufficiale attualmente disponibile, il decreto fiscale collegato alla Finanziaria prevede anche degli incentivi per l’acquisto dei dispositivi antiabbandono. Si tratta di un fondo che consentirà di ottenere un contributo di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato, fino ad esaurimento delle risorse (15,1 milioni di euro nel 2019 e 1 milione di euro nel 2020). Considerando che sono circa 1,8 milioni i bambini interessati dall’obbligo le risorse stanziate non sono sufficienti per tutti. Entro 30 giorni da quando entrerà in vigore il decreto fiscale saranno emanate istruzioni per il riconoscimento del contributo, ma a quell’epoca tutti i genitori dovrebbero già aver acquistato un prodotto.

Ma come siamo arrivati all’obbligo di questi dispositivi?

La Legge 117/2018, entrata in vigore a fine ottobre 2018, aveva previsto l’obbligo, a partire da 120 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto tecnico attuativo e comunque dal 1° luglio 2019, di avere a bordo per tutti coloro che trasportano bambini di età inferiore ai 4 anni un meccanismo di allerta per evitare l’abbandono in auto.

La normativa però si era limitata a introdurre l’obbligatorietà di questi sistemi rimandando ogni decisione sulle caratteristiche tecniche dei dispositivi a un decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il decreto attuativo è stato inviato per eventuali aggiustamenti all’ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea e sarebbe poi dovuto passare al Consiglio di Stato per un parere positivo ai fini della pubblicazione. Da quel momento sarebbero serviti ulteriori 120 giorni per l’entrata in vigore delle disposizioni di legge sui sistemi antiabbandono.

Ecco perché ci si aspettava come data dell’entrata in vigore marzo 2020. Il governo ha riscritto il decreto tenendo in considerazione solo parte delle osservazioni del Tris (siamo a rischio di infrazione qualora qualche Stato Membro dovesse chiedere intervento della Commissione Europea) e lo ha sottoposto al parere del Consiglio di stato che nella riunione del 26 settembre 2019, ha dato, di fatto, il suo parere favorevole al decreto, pur precisandone diversi aspetti. Il decreto è stato firmato dal ministro dei Trasporti recependo solo in parte le osservazioni del Consiglio di Stato.

Il decreto firmato è entrato in vigore il 7 novembre, cioè 15 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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