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I pericoli sulle strade italiane sono lo smartphone e l'ignoranza

Sergio Casagrande
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di Sergio Casagrande Il primo esodo estivo  da bollino nero del 2019 è trascorso con il traffico sostenuto su tutte le principali strade italiane e si è concluso con il consueto sostanzioso bilancio di incidenti stradali. Almeno 5 le vittime sulle arterie principali e decine i feriti. Ma rispetto al passato - segnalano le forze dell'ordine - sta diventando sempre più evidente un nuovo fenomeno: mentre in passato la maggior parte delle cause degli incidenti era da addebitarsi all'alta velocità dei veicoli, oggi è la distrazione dei conducenti a costituire il principale pericolo. Distrazione che 8 casi su 10 è dovuta dall'uso degli smartphone da parte di chi è alla guida. L'ALLARME DEL CAPO DELLA POLIZIA “In questo 2019 - ha osservato nei giorni scorsi il capo della polizia Franco Gabrielli - l'Italia rischia di registrare un aumento degli incidenti mortali del 7 per cento”. Un numero che, se fosse confermato, proietterebbe il nostro Paese al primo posto dell'Unione europea per incremento della pericolosità delle strade. “Occorre trovare misure efficaci ed immediate - ha aggiunto Gabrielli - all'uso dei cellulari perché sulle strade ormai si vedono cose che non avremmo mai voluto vedere: perfino padri che alla guida fanno dirette Facebook insieme ai figli”.  PENE PIU' SEVERE ENTRO FINE ANNO Un disegno di legge per un nuovo Codice della strada è stato già approvato in prima lettura in Commissione Trasporti alla Camera e ora deve passare in aula a Montecitorio e in Senato: prevede la sospensione della patente da sette giorni a due mesi per chi usa il cellulare alla guida. Ma l'incremento delle sanzioni, come già accaduto per l'avanzamento tecnologico che oggi rende possibile ai conducenti di telefonare in auto mantenendo le mani al volante, potrebbe risultare inutile. “Se non vengono ripristinati i controlli su strada con le pattuglie, possiamo prevedere anche l'ergastolo per chi telefona, ma non otterremo nulla”, sostiene Giordano Biserni, presidente dell'Asaps (Associazione amici e sostenitori della Polizia stradale). E in effetti - analizzando tutte le statistiche che evidenziano come gli italiani violino quotidianamente anche le più elementari norme della sicurezza stradale (precedenza ai pedoni sulle strisce, precedenza da dare nelle immissioni laterali e negli ingressi in rotatoria, distanze di sicurezza, uso degli indicatori di direzione in fase di sorpasso e in fase di rientro dal sorpasso, uso indiscriminato delle corsie di sorpasso e di quelle centrali nelle autostrade, etc.) - appare evidente che il vero problema dell'insicurezza stradale in Italia è culturale. Alla base ci sono, infatti, scarso senso civico e soprattutto, scarsa conoscenza del Codice della Strada e anche delle più semplici norme comportamentali volte garantire la propria e l'altrui sicurezza. L'indagine “Vacanze Sicure” L'ennesima conferma arriva, sempre in questi giorni, anche dal bilancio dei 10.500 controlli fatti nel corso della campagna “Vacanze Sicure” promossa da Assogomma, Federpneus e Polizia stradale. I controlli sono stati concentrati in 7 regioni (