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Andare a votare è buona politica

Jacopo Barbarito
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Oggi di nuovo urne aperte in giro per l'Italia per le elezioni amministrative. Si vota dalle 7 alle 23 in 1004 comuni, interessati quasi 10 milioni di cittadini, l'eventuale turno di ballottaggio nei centri sopra i 15mila abitanti tra quindici giorni. Un test importante per il rinnovo di sindaci e consigli comunali e per la valenza politica del voto alla luce delle dinamiche nazionali anche se nei territori non sempre le alleanze rispecchiano alla lettera le direttive dei partiti. Il significato e l'importanza del voto amministrativo sono di gran lunga superiori ad altre tornate elettorali perché un sindaco è il primo interlocutore di una comunità, quindi la prima espressione della rappresentatività politica e della democrazia diretta. Al di là delle appartenenze e delle conoscenze, quest'ultime scattano sempre quando si vota nei municipi, e al là della disaffezione profonda verso la politica, considerato il crescente numero di astensionismo, è opportuno ribadire che andare a votare è un diritto-dovere di ognuno di noi. Andare al mare o in montagna, disertando i seggi, non è comportamento responsabile. Con il voto si estrinseca la partecipazione, si è parte attiva nello scegliere da chi farsi governare, fregarsene significa allontanarsi dalla politica e anche dalla possibilità di fare buona politica. E Dio solo sa quanto bisogno ci sia in questo momento storico di buoni politici che si impegnano per il bene comune, per l'interesse generale e non per i propri interessi. Il voto è l'unico strumento che abbiamo per esprimere il nostro parere su quale programma elettorale ci sembra più giusto e più convincente, su quale candidato a sindaco puntare perché ci sembra più adatto, onesto e capace ad amministrare la nostra città. Non interessa in questa sede per chi votiamo e cosa votiamo, ognuno nel segreto dell'urna mette la croce dove gli pare e scrive le preferenze che vuole. Importa però che si vada a votare, sempre e comunque. Perché soltanto votando possiamo contribuire, attraverso, speriamo, la buona politica, a rendere migliore la nostra condizione, il nostro mondo e quello che vogliamo lasciare ai nostri figli.