Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Qui la mafia non uccide ma pensa solo agli affari

default_image

Anna Mossuto
  • a
  • a
  • a

L'Umbria non è un'isola felice. Non lo è più da un pezzo. Lo ha ribadito con la solita fermezza il procuratore capo della Repubblica di Perugia Luigi De Ficchy durante la conferenza stampa della guardia di finanza. E lo ha ribadito con concetti chiari e inoppugnabili quando ha rammentato che dagli anni Novanta in poi in questa regione ci sono almeno un paio di inchieste di grande spessore sulla criminalità organizzata. Due gli aspetti da tenere bene in mente, da sottolineare con l'evidenziatore perché provenienti da uno dei massimi esperti in materia che conosce il fenomeno a menadito per essere stato ai vertici della Direzione nazionale antimafia. Il primo. Non abbiamo una mafia o meglio un sistema mafioso che uccide ma che si infiltra nelle attività economiche, che predilige l'attività di investimento, l'attività imprenditoriale. E questo rappresenta un allarme… altrimenti come lo vogliamo chiamare? Non ci sono termini più soft per definire la situazione, diversamente si fa un'opera di mistificazione. Il secondo. Non ci troviamo davanti a un'emergenza perchè con questa parola si esprime l'eccezionalità e invece qui siamo di fronte a una continuità, a un andamento permanente, nel nostro Paese in generale e anche dalle nostre parti. Che durerà fino a quando la mafia non sarà completamente sconfitta. Ecco questa è la realtà. Chi ne rappresenta un'altra non racconta la verità dei fatti. E soprattutto non fa un buon servizio alla comunità. Gli strumenti ci sono e la procura di Perugia, insieme alla squadra che ha messo su, li sta utilizzando con intelligenza e impegno e i frutti si vedono. C'è bisogno però di uno sforzo di tutti i cittadini, soprattutto cambiare mentalità e abbandonare i luoghi comuni. [email protected] www.annamossuto.it