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L'esame delle urne stavolta è più duro

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Anna Mossuto
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La prima settimana di campagna elettorale è stata intensa, zeppa di appuntamenti e iniziative, nel rispetto di un copione ormai tradizionale, con i candidati schierati per foto notizie e selfie da inserire nei profili dei social, con le passerelle dei big nazionali, con i manifesti che impazzano sui muri e sulle vele delle città e perfino con la marcia dei grillini che invocano il reddito di cittadinanza. Ecco, questo il clima di una competizione che si concluderà il 31 maggio con la scelta della futura governance dell'Umbria. Le prossime tre settimane saranno ancora più frenetiche, c'è da scommetterci, perché i posti in palio sono pochi, 20 da consiglieri e il presidente, e le ambizioni tantissime, per la precisione 319 i candidati desiderosi di arrivare a Palazzo Cesaroni e ben 8 gli aspiranti governatori. Un bell'esercito di politici mobilitato in giro per la regione e impegnato a distribuire santini e soprattutto a convincere i cittadini. L'opera è ardua, più difficile del turno elettorale di cinque anni fa per due motivi, il primo perché gli scranni sono stati ridotti da 30 a 20, il secondo perché questa volta il collegio elettorale è unico e quindi i candidati devono cercare consensi dall'Altotevere all'Orvietano, dal Trasimeno alla Valnerina, passando per i due capoluoghi. Di sicuro in questa tornata il voto sarà più frammentato e a dirlo sono i numeri. Nel 2010 erano tre i candidati a presidente sostenuti da otto liste, ora 8 come abbiamo detto poc'anzi, appoggiati dal doppio delle liste. E il 31 maggio ad aleggiare sulle urne sarà anche lo spettro dell'astensionismo di chi sfiduciato da questa politica preferirà andare al mare o restarsene a casa. Speranzosi di essere smentiti, vedremo solo a seggi chiusi quanti dei 707mila umbri elettori eserciteranno il loro diritto-dovere civico di voto. Detto questo, entriamo nel merito dell'atmosfera elettorale ricordando che quasi tutti i partiti si avvicinano al giorno clou portandosi dietro i veleni e le polemiche che hanno preceduto e accompagnato la formazione delle liste. Dal Pd per i grandi esclusi e la questione spoletina ai socialisti spaccati come una mela, dalle civiche che di civismo hanno solo il nome ai parecchi transfughi che sono passati da un partito all'altro con nonchalance come se fosse un taxi, all'area moderata cattolica che non ha alcun riferimento ma nello stesso tempo vanta tanti riferimenti, alle sinistre che sono spezzettate come una macedonia. Alla luce dei risultati, di chi vincerà e chi perderà, ci saranno le rese dei conti. Su questo non ci sono dubbi. Ma saranno mitigate o rafforzate dall'esito delle urne. E questa è un'altra certezza. Senza correre troppo vediamo gli eventi più importanti di questi giorni. A cominciare, anche seguendo un ordine cronologico, dalla marcia del Movimento 5Stelle guidata dai leader Grillo e Casaleggio che da Perugia ad Assisi ha raccolto migliaia e migliaia di simpatizzanti, attivisti e volontari, per chiedere a gran voce il reddito di cittadinanza, una sorta di stipendio per tutti coloro che non hanno lavoro. Una richiesta da condividere se disciplinata seriamente altrimenti diventa una specie di regalia che trasforma chi ne beneficia in mantenuto, ovviamente a spese dello Stato. Passiamo poi alla “primavera delle idee” di Forza Italia che nel fine settimana ha convocato a Perugia gli esponenti nazionali, da Brunetta a Gasparri, da Tajani a Fiori, anche per rivendicare la particolarità che in Umbria la coalizione di centrodestra, a differenza di altre regioni, viaggia compatta e spedita, oltre che per mettere a punto le linee del programma. Il fondatore Berlusconi è tornato a capeggiare la sua “creatura”. Intanto restando da queste parti è annunciata la terza visita del leader della Lega nord Salvini in Umbria, a dimostrazione che qui pensa di trovare un terreno fertile per fare un buon risultato. Il centrosinistra, da sempre più organizzato, ha un'agenda fittissima di incontri e i nazionali stanno già battendo in lungo e in largo il territorio regionale per appoggiare la presidente uscente Catiuscia Marini. Non è escluso l'arrivo anche del premier Renzi. Così questa piccola terra sta vivendo l'ennesima campagna elettorale, alle prese con i problemi di sempre: la crisi economica, l'accoglienza degli immigrati, la percezione della mancanza di sicurezza. Tanto per citarne solo qualcuno. [email protected] www.annamossuto.it